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ELMO CHIODATO BELLICO COSIDDETTO “PICKELHAUBE” MODELLO 1895 IN DOTAZIONE AI SOTTUFFICIALI DI FANTERIA DELL’ESERCITO PRUSSIANO - VERSIONE “CLASSICA” CON AQUILA MOTTO E MONOGRAMMA DI FEDERICO “IL GRANDE” – CON EXPERTISE (GERMANIA WW1 E PRUSSIA)

Rarissimo elmo chiodato cosiddetto “Pickelhaube” modello 1895 in dotazione ai Sottufficiali di Fanteria dell'Esercito Prussiano, costruito con un guscio di cuoio annerito rinforzato. Alla corona è fissato con quattro rivetti un disco circolare di bronzo dal quale emana una punta affusolata di identica costruzione. Una barra di bronzo ricurva incontra il disco e si estende attraverso la parte posteriore del Pickelhaube. Rivettata sulla cima c'è un'insegna in bronzo composta da un'aquila imperiale prussiana altamente dettagliata, che stringe un globo e uno scettro, e sovrastata da un monogramma del re Federico II "IL GRANDE" e da uno stendardo stilizzato recante un'iscrizione di "MIT GOTT FÜR KOENIG UND VATERLAND” ovvero “CON DIO PER IL RE E LA PATRIA”. L'aquila misura 125 mm (larghezza) x 85 mm (altezza). A fianco della Pickelhaube ci sono due rosette metalliche magnetiche, con la sinistra che presenta un motivo tricolore imperiale (rosso-bianco-nero) e la destra uno prussiano in bianco e nero. Le rosette fissano in posizione un originale sottogola in pelle nera monopezzo, in versione per Sottufficiali, regolato con doppie fibbie in metallo. Quando non viene utilizzato, il sottogola poggia su una visiera sporgente e rivolta verso il basso, rifinita lungo il bordo con un rinforzo in bronzo. Un'ulteriore visiera scende anche dalla parte posteriore, fornendo una protezione parziale del collo. L'interno si presenta semplice, ad eccezione delle clip a farfalla visibili che fissano le caratteristiche esterne in posizione.

 

CENNI STORICI: Sembra che questo copricapo sia stato adottato dalle truppe prussiane attorno al 1842, essenzialmente per i reparti di fanteria di linea, artiglieri, dragoni, corazzieri e cacciatori a cavallo in sostituzione dei numerosi modelli allora in uso e risalenti al periodo napoleonico. La Pickelhaube, nella prima versione, era un “alto casco” di cuoio bollito, con visiera e copri-nuca, munito di rinforzi in ottone e culminante in un puntale conico, sempre in ottone. Questo puntale aveva sia la funzione decorativa che quella di protezione, per parare i colpi di sciabola. Leggende denigratorie diffuse presso i soldati dell'Intesa volevano che questi svolgesse diverse funzioni come: caricare il nemico a testa bassa oppure come parafulmine in caso di tempesta. L'uso di un elemento decorativo così appariscente risultava incomprensibile agli inizi del Novecento quando l'equipaggiamento militare cominciò ad affinarsi in funzione della praticità e nacque, anche la leggenda, che lo stesso fosse modellato in base alla funzione del crestino - anch'esso decorativo - dell'elmetto francese "Adrian", che occultava anche i buchi per il ricambio d'aria ovvero fosse usato come sfiatatoio. Il modello destinato all'arma d'artiglieria, al posto dell'alta cuspide sommitale portava una palla di cannone a forma di sfera. Nel corso degli anni subì diversi perfezionamenti, venendo alleggerito e diminuito in altezza. Nonostante tutto l'elmetto offriva al soldato una protezione scarsissima, in quanto non era molto resistente e non proteggeva le tempie. L'ultimo modello proposto durante la Grande Guerra disponeva di un chiodo “svitabile”, del quale liberarsi durante i combattimenti. Sul disegno generale di questo elmo vennero realizzati i copricapi dei reparti di corazzieri, completamente in metallo, quelli degli “ulani”, sormontati dal caratteristico cimiero a losanga, e dei cacciatori, che richiamavano anche il disegno dello “shako” napoleonico. Fu usato dall'esercito prussiano ed imperiale tedesco dalla metà del XIX secolo alla Battaglia della Marna, nel 1914, durante la prima guerra mondiale. Nel 1916, durante la Battaglia di Verdun e l'inizio dei combattimenti in trincea, venne sostituito dallo Stahlhelm o elmetto d'acciaio. La Pickelhaube veniva spesso indossata nelle cerimonie pubbliche importanti anche da personaggi di autorità, come il Kaiser Guglielmo II, il cancelliere Otto von Bismarck. Persino dopo la Grande Guerra Hindenburg continuava a portarlo, anche in veste di presidente della Repubblica di Weimar tuttavia, in questo periodo, il copricapo aveva assunto un valore oramai meramente simbolico.

 

Il cimelio si presenta in “ECCELLENTI/MUSEALI” condizioni di conservazione, “genuino” ed “intonso”, ma completo di tutti i suoi accessori previsti senza mancanza, rottura e/o difetto alcuno. Fornito con expertise incluso. Misure: 175 mm (larghezza) x 235 mm (lunghezza) x 210 mm (altezza compresa la punta) circa. Taglia corrispondente ad 55-56. Valore 850,00 euro

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ELMO TEDESCO BELLICO D'EPOCA NAZISTA M.17 BIDECAL PER MILITARI DEL HEER WEHRMACHT - CON EXPERTISE A FIRMA HELMUT WEITZE (GERMANIA WW2)

Rarissimo elmo tedesco bellico d'epoca nazista "Modello 1917" bidecal per militari del HEER-Wehrmacht, preso dall'esercito austriaco divenuto, nel 1938, parte integrante del Wehrmacht a seguito dell'Anschluss con la Germania nazional-socialista. Lo stesso è stato impiegato durante il secondo conflitto mondiale (WW2). Si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, fornito con expertise e scatola d'imballo rilasciati direttamente dal noto e "prestigioso" sito di militaria tedesca "Helmut Weitze" di Amburgo da dove proviene. Misure: taglia = 59. Valore 1850,00 euro

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ELMO TEDESCO BELLICO D’EPOCA NAZISTA M.40-SD COMPLETO DI VERNICE “ANTIRIFLESSO” KOMBAT E MONODECAL IN DOTAZIONE AI MILITARI DEL HEER WEHRMACHT (ESERCITO) MARCATO “ET66”– CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Rarissimo elmo tedesco bellico d’epoca nazista “modello 1940 SD” per militari del HEER-WEHRMACHT (“Esercito”), realizzato in metallo “pesante” ed in colorazione “verde campo” con vernice “antiriflesso” da combattimento cosiddetta “kombat”. Il liner interno è praticamente in “stato di grazia”, se consideriamo che stiamo parlando di un elmo che ha fatto realmente la seconda guerra mondiale (WW2) ed è fissato al guscio mediante un cerchione metallico. Il sottogola di cuoio, è del tutto presente ed ancorato agli anelli rettangolari laterali, da una parte riporta una cucitura “coeva” operata direttamente dal militare stesso per rinforzo ed infine la fibbia di chiusura, ancora perfettamente efficiente. Sulla parte interna del guscio è stampigliata la marcatura “ET66” che lo riconduce ad un elmo bellico fornitura M.40 SD d’arsenale per HEER. Anche la monodecal, in linea con le nuove disposizioni previste per gli elmi a partire dal 1940, è ancora presente al 98% della sua superficie ed ingiallita dall'esposizione alle condizioni meteorologiche, assolutamente da non confondere con le forniture in uso alla Kriegsmarine (con aquila in colore giallognolo). L'elmo si presenta complessivamente in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione con il 100% della decal e della vernice originale, senza ne rotture, mancanze e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure: taglia 58. Valore 1600,00 euro

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ELMO CECOSLOVACCO BELLICO D’EPOCA NAZISTA MODELLO “VZ 32” CAMOUFLAGE COSIDDETTO IN CECO “PŘILBA VZ. 32“ E NOTO ANCHE COME “M.32/34” IN COLORAZIONE MIMETICA IN DOTAZIONE NEL 1942 AI MILITARI DELLE DIVISIONI DI FANTERIA CON “TARNÜBERZUG” DEL HEER-WEHRMACHT - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Interessante e molto raro da reperire così, elmo cecoslovacco bellico d’epoca nazista modello “VZ 32” camouflage cosiddetto in ceco “přilba vz. 32“ e noto anche come “M. 32/34” in colorazione mimetica, utilizzato nel 1942 dai militari delle Divisioni di Fanteria con “tarnüberzug” del “HEER-WEHRMACHT”. L'elmo è noto per il suo design semplicistico rispetto ad altri copricapo bellici del suo tempo, essendo descritto dai collezionisti con una distinta forma cosiddetta “a uovo”. Il guscio è stato realizzato in acciaio, mentre la fodera interna, è stata realizzata con cinque cuscinetti in pelle attaccati direttamente al guscio per mezzo di una singola coppiglia presente per ciascun cuscinetto. Infine, si presenta completo di sottogola realizzato in pelle passante per i due anelli rettangolari laterali, fissati anche questi al guscio mediante due rispettive coppiglie.

 

CENNI STORICI: L'elmo cecoslovacco “VZ 32” (in ceco “Přilba vz. 32“) noto anche come “M.32/34” è un elmo militare da combattimento utilizzato dall’Esercito Ceco già dalla sua adozione, avvenuta appunto nel 1932, sino alla sua annessione alla Germania nazista, avvenuta nel 1939. Successivamente, le scorte militari dell'esercito cecoslovacco passarono “di fatto” agli arsenali bellici del “TERZO REICH”. In particolare, l’utilizzo dell’elmo in parola da parte dalla Germania nazista, è stato soprattutto ad appannaggio in ambito militare dei soldati del “HEER-WEHRMACHT” e, secondariamente, nonostante le caratteristiche propriamente “belliche”, anche dei corpi “paramilitari” come “POLIZEI”, “RLB” e “LUFTSCHUTZ”, etc. Altresì, alcune scorte dei “VZ 32” furono inviate ai paesi alleati dei tedeschi per sostenere gli sforzi bellici durante la seconda guerra mondiale (WW2), come ad esempio la Finlandia, che ne fece un “largo” uso. Per la cronaca, anche l’Italia ne fece uso, molto più “contenuto”, ad appannaggio di alcuni reparti della “Regia Aeronautica” giacché ne prese, come bottino bellico, in Jugoslavia. La colorazione di base del guscio era un marrone verdastro, tuttavia nella Germania nazista se ne sono viste svariate financo a quelle “mimetiche”, propriamente utilizzate dal HEER (Esercito).

 

L'elmo si presenta complessivamente in “OTTIME” condizioni di conservazione “intonso” ed “intoccato”, con “giusta” patina del tempo giacché realmente “vissuto” in guerra, senza rottura e/o difetto alcuno. Fornito con “expertise” incluso. Misure: taglia “interna” 55” Valore 1400,00 euro

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ESTREMAMENTE RARO ELMO TEDESCO BELLICO “DA LANCIO” D’EPOCA NAZISTA M.38 BIDECAL DI 1’ TIPO “CAMOUFLAGE” PER “FALLSCHIRMJÄGER” OVVERO “PARACADUTISTI/INCURSORI” DELLA “LUFTWAFFE” (AVIAZIONE MILITARE) IN VERNICE MIMETICA STILE “AFRIKA” E RIVESTIMENTO IN ZIMMERIT (MARCATO “ET68”) CON EXPERTISE - “OVER THE TOP” SUI GENERIS!!! (GERMANIA WW2)

PREMESSA: l’elmo M.38 bidecal 1’ tipo “camo” per Fallschirmjäger in argomento è parte “integrante” della mia collezione privata.

Estremamente raro elmo tedesco bellico “da lancio” d’epoca nazista M.38 bidecal di 1’ tipo cosiddetto “camouflage” per “FALLSCHIRMJÄGER” ovvero per “PARACADUTISTI/INCURSORI” della “LUFTWAFFE” (Aviazione militare tedesca) in colorazione “vernice mimetica-chiara” stile “AFRIKA” con rivestimento in “zimmerit” e marcato dal più noto fra i produttori di elmi tedeschi del periodo “TERZO REICH” ovvero “EISENHÜTTENWERK THALE”, con propria sigla impressa internamente sul guscio “ET68” dove, il numero “68”, indica la taglia del guscio che corrisponde a una “60-61” del “liner” (rivestimento interno) per la misura della testa. Altresì, esternamente, sul guscio in acciaio (magnetico al 100%), è stata applicata la “bidecal di 1’ tipo” (più rara!) con a destra il “classico” scudo nazionale del Reich ed a sinistra l’aquila tipico emblema della Luftwaffe (estremamente rara da vedersi in questa colorazione). Anche i bulloni ed i dati “interni” di fissaggio sul guscio, trattasi di quelli bellici ed in patina con inevitabili veli di ruggine. Il cerchio è separato dal liner con del neoprene “coevo” rimasto, caratteristica “tipica” di questi elmi da paracadutista, utilizzato fondamentalmente per attutire gli eventuali colpi alla testa subiti in fase di atterraggio, tuttavia il "ragno" interno è andato quasi totalmente perso. Anche il sottogola con tutto il sistema di cinturini previsti, seppur “giustamente” vissuti ed in alcuni tratti decisamente “spellati” (ma soltanto superficialmente), è ben presente, intatto ed ancora efficiente. Gli automatici, le fibbie e le parti metalliche presenti sulle cinte, sono tutte rigorosamente “magnetiche al 100%” come previsto e non “amagnetiche”, come quelle ampiamente riprodotte in epoca “post-bellica”. Il liner anch’esso perfetto senza rotture, scuciture e/o mancanze, presenta due timbri ormai praticamente “illeggibili” scoloriti dal tempo trascorso. Questo elmo è stato per ben “tre volte”, accuratamente, sottoposto in tutte le sue parti e/o componenti “interni” ed “esterni” all’esame della lampada di Wood, i quali raggi “ultravioletti”, non hanno restituito fluorescenza alcuna, seppur “minimale”. Pertanto, posso affermare che l’elmo in parola, trattasi di un esemplare “autentico” ed originale d’epoca al 100% in tutte le sue componenti “genuine” ed “intonse”, risulta altresì “intoccato” e non restaurato.

CENNI STORICI: Lo “zimmerit” era un rivestimento per scopi bellici, prodotto dalla “Chemische Werke Zimmer A.G.”, contro le mine magnetiche applicato sui mezzi corazzati tedeschi durante la fase centrale della seconda guerra mondiale (WW2). Il principio base di questo rivestimento, che di per sé non aveva proprietà “antimagnetiche”, era quello di creare una superficie rugosa che riducesse l'area di contatto tra lo scafo del carro e la mina oltre a creare una maggiore distanza tra la stessa e la corazza. In altre parole si voleva provocare il distacco dell'ordigno a causa del suo stesso peso e delle vibrazioni prodotte durante il movimento del mezzo. La “pasta” era ottenuta miscelando solfato di bario (40%), polivinilacetato (PVA) per il 25%, pigmento ocra (15%), segatura (10%) e solfito di zinco per il restante 10%. Lo zimmerit venne applicato a tutti i mezzi corazzati completamente chiusi, sia carri armati che cannoni semoventi, mentre trovò una limitatissima applicazione su altre tipologie di veicoli. Come detto l'applicazione di questo rivestimento dava al mezzo un aspetto rugoso. L'applicazione dello zimmerit avveniva direttamente in fabbrica. Su molti veicoli venne applicato però sul campo. Questo spiega perché non esista uno schema unico di applicazione su tutti i mezzi ma si ritrovino diverse forme, che vanno da quella a blocchetti regolari, che in teoria doveva essere lo standard, a forme meno comuni come quelle romboidali che ricordavano lo schema delle cialde dei wafer. Ovviamente, anche una parte di elmi tedeschi bellici per lo più “mimetici” ne furono rivestiti e sono tra i più “apprezzati” dai collezionisti di tutto il mondo. Lo zimmerit trovò il suo massimo impiego sui veicoli impiegati nelle offensive e, quando i mezzi corazzati tedeschi, si trovarono sulla difensiva verso la metà del 1944 venne eliminato. Anche il miglioramento delle armi controcarro contribuì a renderlo obsoleto.

 

L’affascinante cimelio si presenta complessivamente in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione. Fornito altresì con expertise incluso, che lo garantisce “A VITA” contro le innumerevoli produzioni postume e/o originali ma comunque con parti “non coeve” riassemblate, visto l’importante “valore economico” in collezione di questa tipologia di elmi. “OVER THE TOP” SUI GENERIS! Misure: taglia “60-61”. Valore ***TRATTATIVA PRIVATA**

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ELMO TEDESCO BELLICO D’EPOCA NAZISTA M.42 COMPLETO DI VERNICE “ANTIRIFLESSO” KOMBAT E MONODECAL DI 2’ TIPO IN DOTAZIONE AI MILITARI DELLA “LUFTWAFFE” (“AERONAUTICA”) MARCATO “Q I62” E “5925” - OVER THE TOP SUI GENERIS! - CON “DOPPIA” CERTIFICAZIONE D’AUTENTICITÀ (GERMANIA WW2)

Raro ed interessante elmo tedesco bellico d’epoca nazista “modello 1942” per militari della “LUFTWAFFE” (“Aeronautica”). L’affascinante cimelio è stato realizzato in metallo “pesante” ed in colorazione cosiddetta “blu luftwaffe” con vernice “antiriflesso” da combattimento (“Kombat”), presente al 90% della sua superficie. Il liner interno è praticamente intonso e in “stato di grazia”, con pelle in “ottime” condizioni non lesionata e solo patinata dal tempo, se consideriamo che stiamo parlando di un elmo che ha fatto realmente la seconda guerra mondiale (WW2). Il sottogola in cuoio è del tutto presente, ancorato agli anelli rettangolari laterali e marcato con codice RBNR “0/0494/0008” coevo. Infine, il liner è fissato al guscio mediante un cerchione metallico. Sulla parte interna del guscio sono stampigliate le seguenti marcature visibili “q I62” e “5925” ovvero parte del codice del fabbricante ed il numero di lotto. Anche la decal presente sull’esterno del guscio di 2’ tipo e cioè in linea con le nuove disposizioni previste per gli elmi a partire dal 1940, è ancora presente al 95% della sua superficie, senza aver subito deformazioni o alterazioni. L'elmo si presenta complessivamente in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione, non restaurato, né riparato e mai smontato, completo in ogni sua parte, con “giusta” patina del tempo, senza rottura, mancanza e/o difetto alcuno - OVER THE TOP SUI GENERIS! Fornito con “doppia” certificazione d’autenticità inclusa ovvero due “expertise” redatti da esaminatori diversi. Misure: taglia “interna” 54” (cerchio “62”). Valore 1500,00 euro

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ELMO TEDESCO D'EPOCA NAZISTA M.38 COSIDDETTO “GLADIATOR” PER MEMBRI LUFTSCHUTZ - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Interessante elmo tedesco M.38 cosiddetto “GLADIATOR” (visto che la sua fattezza ricorda gli elmi indossati dai gladiatori romani) in dotazione fin dal 1938 ai membri del Servizio di contraerea denominato "LUFTSCHUTZ". Lo stesso è stato impiegato durante il secondo conflitto mondiale (WW2). Si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, provenienza Germania. Fornito con expertise. Misure: taglia = 56. Valore 380,00 euro

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ELMO TEDESCO D’EPOCA NAZISTA M.34 BIDECAL PER APPARTENENTI ALLA “ORDNUNGSPOLIZEI” OVVERO “POLIZIA D’ORDINANZA” CON INSEGNE DEL “TERZO REICH” E DEL “CORPO” - CON EXPERTISE A FIRMA DI HELMUT WEITZE (GERMANIA WW2)

Raro elmo tedesco d’epoca nazista modello 1934 bidecal per appartenenti alla “ORDNUNGSPOLIZEI” ovvero la “Polizia d’ordinanza” del Terzo Reich. L’affascinante cimelio è stato realizzato tra il 1934 ed il 1936 in metallo “leggero” verniciato di nero opaco e completo delle insegne regolamentari, con a sinistra l'aquila del Corpo della Polizia ed a destra lo scudo simbolo del “TERZO REICH”.” Il liner interno è quello modello 1931, abitualmente usato sugli elmi della Polizia, delle NSKK, dei Vigili del Fuoco e delle altre organizzazioni civili o paramilitari. È fatto da un unico pezzo di cuoio sagomato in modo da ottenere nove linguette (si trovano esemplari originali con un numero variante da 3 a 10 linguette), forate in cima e unite tra loro da una cordicella. Al contrario degli elmetti da combattimento, il liner non è fissato all'elmo mediante un cerchione metallico bensì con una banda di robusto cartone con quattro spessori di sughero, ai quali sono applicati i rivetti passanti a testa tonda, la pelle interna è altresì abbastanza vissuta. Il sottogola in cuoio è cucito direttamente alla banda interna ed è dotato di due sottili fibbie metalliche rettangolari. Tuttavia, seppur completo nella sua “interezza”, da un lato è andato divelto e Weitze stesso, per non disperdere il “breve” lembo laterale staccato, lo ha spillato al lembo maggiore (vedasi “giuste” foto allegate sia del sottogola che dell’expertise, così come proveniente dalla Germania). Il guscio è dotato di quattro prese d'aria, due per lato, costituite ciascuna da sette piccoli fori in circolo e all’interno, lato nuca, reca impresso il nome del poliziotto che lo aveva in dotazione. Infine, l'elmo si presenta complessivamente in “OTTIME” condizioni di conservazione, reca una piccola bozzatura “coeva”, con la decal della Polizei presente al 85% e l’altra dello scudo nazionale al 90%, senza mancanze e/o altri difetti. Fornito con expertise a firma di “HELMUT WEITZE” di Amburgo, primo sito al mondo di militaria tedesca, dove l’ho personalmente acquistato. Misure: taglia 55. Valore 890,00 euro

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ELMO TEDESCO D’EPOCA NAZISTA M.34 BIDECAL PER “NATIONALSOZIALISTISCHES KRAFTFAHRKORPS” (“NSKK”) OVVERO “TRUPPE MOTORIZZATE” – CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Raro elmo tedesco d’epoca nazista modello M.34 delle “NSKK” cioè “Nationalsozialistisches Kraftfahrkorps” ovvero “Truppe motorizzate” realizzato in metallo “leggero”, verniciato di nero e completo delle due decal regolamentari, con a sinistra l'aquila dell'organizzazione paramilitare ed a destra lo scudo tricolore “bianco-rosso-nero” i colori del Terzo Reich. Il liner interno è quello modello 1931, abitualmente usato sugli elmi della polizia, dei Vigili del Fuoco e delle altre organizzazioni civili o paramilitari. E' fatto da un unico pezzo di cuoio sagomato in modo da ottenere nove linguette (si trovano esemplari originali con un numero variante da 3 a 10 linguette), forate in cima e unite tra loro da una cordicella. Al contrario degli elmetti da combattimento, il liner non è fissato all'elmo mediante un cerchione metallico bensì con una banda di robusto cartone con quattro spessori di sughero ai quali sono applicati i rivetti passanti a testa tonda. Il sottogola di cuoio è cucito direttamente alla banda interna ed è dotato di due sottili fibbie metalliche rettangolari. Un'imbottitura è applicata nella parte alta del guscio mediante quattro piccoli rivetti metallici non passanti, a loro volta fissati ad altrettante strisce di cuoio cucite alla banda. Sul liner è infine stampigliato il timbro "57" che indica la misura dell'interno, alla quale corrisponde la misura "64" del guscio. Questo è dotato di quattro prese d'aria, due per lato, costituite ciascuna da sette piccoli fori in circolo. L'elmo si presenta complessivamente in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione con il 100% delle decal e della vernice originale, senza ne rotture, mancanze e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure: taglia 57. Valore 950,00 euro

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ELMO TEDESCO D’EPOCA NAZISTA M.34 CON BIDECAL DI FORMA TRIANGOLARI (RARO DA REPERIRE COSÌ) PER “VIGILI DEL FUOCO” - REALMENTE VISSUTO - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Raro elmo tedesco d’epoca nazista modello M.34 per “VIGILI DEL FUOCO”. Lo stesso, è stato realizzato nella seconda metà degli anni’30, in metallo “leggero” verniciato di nero e completo di due decal di forma triangolare con i colori del “TERZO REICH” (raro a reperirsi così!) ovvero due tricolori “bianco-rosso-nero”. Sul dorso esterno del guscio sono presenti due protuberanze che occorrevano per l’innesto della cosiddetta “cresta”, che veniva utilizzata solitamente in “parata”, ma difficilmente durante gli scenari operativi. Il liner interno è del tutto integro e presente, trattasi di quello abitualmente usato sugli elmi della polizia, dei Vigili del Fuoco e delle altre organizzazioni civili o paramilitari. È costituito da un unico pezzo di cuoio sagomato, in modo da ottenere nove linguette forate in cima e unite tra loro da una cordicella. Il sottogola di cuoio è andato divelto probabilmente, come spesso accadeva agli elmetti originali “coevi”, durante le operazioni belliche. L’ M.34 in argomento è dotato delle “caratteristiche” quattro prese d'aria, due per lato, costituite ciascuna da sette piccoli fori in circolo. L'elmo si presenta complessivamente in “MOLTO BUONE” condizioni di conservazione, seppur realmente “vissuto”, con il 90% delle decal e della vernice originale nera presenti, senza rotture, ulteriori mancanze (oltre al predetto sottogola) e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure: taglia 57. Valore 390,00 euro

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ELMO TEDESCO D'EPOCA NAZISTA M.34 VARIANTE CON 7 RIVETTI (RARA) IN USO A POLIZEI, VV.FF., NSKK - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Elmo tedesco M.34, variante più rara con 7 rivetti anziché i classici 4 previsti per questo modello, in dotazione fin dal 1934 ai membri della Polizei, Vigili del Fuoco, NSKK. Lo stesso è stato impiegato durante il periodo nazional-socialista del "Terzo Reich". Si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione, provenienza Germania, presenta sul cuoio della cuffia un'altra marcatura, oltre alla taglia, parzialmente illeggibile. Fornito con expertise. Misure: taglia = 53-57. Valore 250,00 euro

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ELMO TEDESCO D'EPOCA NAZISTA M.34 MODELLO "CLASSICO" CON 4 RIVETTI IN USO A POLIZEI, VV.FF., NSKK - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Elmo tedesco M.34 modello "classico" con 4 rivetti e verniciatura di colore nero lucido, in dotazione fin dal 1934 ai membri della Polizei, Vigili del Fuoco, NSKK. Lo stesso è stato impiegato durante il periodo nazional-socialista del "Terzo Reich". Si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione, mancante del sottogola giacché tagliato, sono però presenti ai lati i lembi del cuoio dello stesso, provenienza Germania. Fornito con expertise. Misure: taglia = 58. Valore 190,00 euro

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ELMO ITALIANO BELLICO D’EPOCA FASCISTA TIPO “ADRIAN” MODELLO 1916 DOTAZIONE DI UN “ARDITO” DEL REGIO ESERCITO CHE HA COMBATTUTO DURANTE IL PRIMO CONFLITTO (WW1) E SUCCESSIVAMENTE DIVENUTO “SQUADRISTA” HA PARTECIPATO E SFILATO ALLA “MARCIA SU ROMA” (1922) INDOSSANDOLO PER L’OCCASIONE DOPO AVERLO RIVERNICIATO DI NERO E FASCISTIZZATO – “GENUINO” ED “INTONSO” – CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Interessante e raro da reperire così, elmo italiano bellico d’epoca fascista tipo “ADRIAN” modello 1916 dotazione di un “ARDITO” del Regio Esercito che ha combattuto durante il “primo conflitto” (WW1) e, successivamente divenuto “SQUADRISTA”, ha partecipato e sfilato all’evento della “MARCIA SU ROMA” (1922) indossandolo per l’occasione dopo averlo riverniciato di nero e fascistizzato. In particolare, l’elmo è costruito da due parti in acciaio saldate assieme “calotta” e “crestina”, inizialmente verniciato in verdone colore uniforme del Regio Esercito, è stato riverniciato in nero dal suo possessore “Ardito-Squadrista” e fascistizzato con l’applicazione di un fregio metallico a forma di fascio in metallo dorato con scure argentata. All’interno della calotta presenta quattro poggia testa metallici coevi, per l’aderenza della stessa al guscio, senza fodera alcuna. Ancora presente il sottogola originale, nella sua “quasi” intera lunghezza.

 

CENNI STORICI: Nel 1917 a seguito di proposte e studi da parte di giovani ufficiali stanchi della stasi e dell’inutile massacro della vita di trincea, si arrivò alla sperimentazione di un’unità appositamente costituita presso la 48ª Divisione dell’VIII Corpo d’armata, comandata dal maggiore Giuseppe Bassi, che si avvaleva della collaborazione del sergente Giuseppe Longoni. Già nel marzo 1917, il Comando Supremo aveva inviato una circolare informativa circa la costituzione presso l’esercito austroungarico di unità speciali. Peraltro, il primo ad adottare il concetto di truppa di élite era stato l’esercito tedesco, mediamente molto meglio addestrato dei normali reparti: le Stoßtruppen. A seguito di valutazione positiva il gen. Luigi Cadorna decise di istituzionalizzare la nascita della nuova specialità, ma dissidi sull’equipaggiamento e sull’addestramento fecero slittare l’inizio dell’attività al 29 luglio 1917, quando lo stesso re Vittorio Emanuele III sancì la nascita dei reparti d’assalto, che si svilupparono quindi come corpo a sé stante, con una propria uniforme ed un addestramento differenziato e superiore a quello dei normali soldati, da impiegarsi a livello di compagnia o di intero battaglione. La sede della scuola d’addestramento venne fissata a Sdricca di Manzano (Udine) ed il comando affidato allo stesso maggiore Bassi. In seguito alla scuola di Sdricca (e alle altre create all’uopo) vennero brevettati anche gli arditi reggimentali (niente a che vedere con i “militari arditi” del 1916), la cui istituzione fu poi ufficializzata nel 1918 con apposita circolare. I primi reparti vennero creati nella 2ª Armata, e al momento di Caporetto risultavano costituiti 27 reparti (secondo alcuni 23), anche se quelli effettivamente impiegati in combattimento furono meno. Dopo il disastro di Caporetto, gli Arditi caddero per qualche tempo in disgrazia e furono riorganizzati pesantemente; il colonnello Bassi perse a sua volta prestigio ed invece di sopraintendere all’organizzazione degli Arditi quale ispettore fu inviato a comandare un normale reggimento di linea. Nell’inverno del 1917 vennero sciolti, ricostituiti e riaddestrati arrivando a 22 reparti operativi, per diventare al maggio 1918 di nuovo 27 (più un reparto di marcia per ogni armata), assegnati ai corpi d’armata. In particolare la riorganizzazione prevedeva la normalizzazione dei reparti (portati a 21, e numerati da I a XIII, XVI, XVII, e da XIX a XXIV) con l’invio di ufficiali più dediti alla cura della disciplina. Tra gennaio e febbraio 1919 il Comando Supremo sciolse il Corpo d’armata d’assalto, la 2ª Divisione d’assalto e tutti i reparti non ricompresi nelle Divisioni. Nel marzo 1919 solo la “1ª Divisione d’assalto” era ancora operativa e venne inviata nella Libia italiana per operazioni di polizia coloniale di breve durata insieme ad altre due divisioni ordinarie. Il suo rimpatrio fu deciso il 26 maggio, proprio quando la questione di Fiume era diventata incandescente con il ritiro dei delegati italiani dalle trattative di pace e la costituzione di un primo gruppo di volontari. Nel giugno la divisione sbarcò a Venezia e venne schierata lungo il delicato confine orientale. Con l’inizio del biennio rosso, il Ministro della Guerra Caviglia decise anche di ricostituire temporaneamente alcuni reparti di Arditi da impiegare in operazioni di ordine pubblico particolarmente impegnative. I reparti arditi XX e XXII, con il IX Bersaglieri costituiscono un “Reggimento d’assalto” che operò in Albania fra giugno ed agosto 1920. Tale reggimento al rientro in Italia viene stanziato in Veneto dove viene soppresso con scioglimento definitivo avvenuto alla fine del 1920 con il nuovo ordinamento Bonomi. Numerosi ex arditi parteciparono attivamente all’impresa fiumana sotto la guida di Gabriele d’Annunzio, dopo l’occupazione della città, venne instaurata la “Reggenza del Carnaro” e venne promulgata, come carta costituzionale del nuovo Stato, la Carta del Carnaro tra i cui principali ispiratori vi fu il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris, anche lui con passato di Ardito. Il 25 dicembre 1920 (il cosiddetto Natale di Sangue) le truppe regolari dell’esercito italiano guidate dal generale Caviglia posero termine alla fugace esperienza della Repubblica del Carnaro dopo brevi scontri. La maggior parte di coloro che avevano combattuto trai gli Arditi seguì D’Annunzio o si schierò con i nascenti Fasci di combattimento, ma non tutti, come risulta dall’esperienza degli Arditi del Popolo (frangia secessionista romana dell’ANAI, schierata politicamente sulle posizioni del socialismo massimalista). La sezione romana dell’associazione Arditi d’Italia dette così vita, in contrapposizione al forte ma non ancora consolidato movimento dello squadrismo fascista, agli Arditi del Popolo, gruppo paramilitare, cui non facevano parte solo arditi ma reduci dalla guerra, con connotazioni antifasciste che ebbe adesioni fra anarchici, comunisti, socialisti. Fra le due guerre gli ex arditi si riunirono nell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI), fondata dal capitano Mario Carli, poi tra i membri del cosiddetto “fascismo delle origini”, lo stesso che scrisse assieme a Marinetti l’articolo “Arditi non gendarmi”. La maggioranza degli arditi aderì al movimento fascista prendendo parte alla “marcia su Roma” e molti sarebbero diventati importanti capi fascisti, come Giuseppe Bottai e Italo Balbo, anche se l’adesione non fu unanime. Venne fondata la FNAI (Federazione Nazionale Arditi D’Italia) il 23 ottobre 1922 da Mussolini che aveva sciolto l’ANAI considerata poco affidabile per il fascismo e nella FNAI confluirono un gran numero di Arditi. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) alcuni reparti di arditi della MVSN furono inquadrati in battaglioni nel Corpo Truppe Volontarie. Nel maggio 1942, durante la seconda guerra mondiale venne costituito il I Battaglione speciale arditi. Questo venne costituito il 15 maggio su tre compagnie, ognuna specializzata su una modalità di infiltrazione in territorio nemico. Il del 20 luglio 1942 lo SMRE costituì il Reggimento Arditi, con sede a Santa Severa, vicino a Roma ed il 1º agosto vi confluì il I Battaglione speciale Arditi, quale sua prima pedina operativa e il 15 settembre assunse la denominazione di X reggimento arditi. Operò in Nord Africa e in Sicilia, anche dietro le linee nemiche fino allo scioglimento nel settembre 1943. Il I battaglione Arditi, che l’8 settembre si trovava in Sardegna, non occupata dai tedeschi, aderì al regno del Sud e nel marzo 1944 andò a costituire il IX Reparto d’assalto dell’Esercito cobelligerante italiano. Nel settembre ebbe la denominazione di III Battaglione “Col Moschin” del 68º Reggimento fanteria “Legnano”, composto da 400 arditi. Anche la Regia Aeronautica costituì unità di arditi: il battaglione ADRA (Arditi distruttori della Regia Aeronautica) istituito il 28 luglio 1942, che operò nel corso dello sbarco alleato in Sicilia. Operò dopo l’8 settembre 1943, durante la Repubblica Sociale Italiana, con il nome di ADAR (Arditi Distruttori Aeronautica Repubblicana), con sede a Tradate. Nel 1944 furono costituiti sempre per l’Aeronautica nazionale repubblicana il 1º Reggimento Arditi Paracadutisti “Folgore” (ex Reggimento paracadutisti “Folgore”) e il 2º Reggimento Arditi Paracadutisti “Nembo” (attivo solo con due battaglioni).

L’elmo in argomento, “genuino” ed intonso”, si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione ancora in patina d'epoca, senza né difetti, mancanze e/o rotture alcuna. Straordinaria “FONTE MATERIALE” per collezionisti ed amanti del genere "ARDITI” e "SQUADRISMO". Fornito con expertise. Misure: taglia = 56/58. Valore 670,00 euro

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ELMO ITALIANO BELLICO D’EPOCA FASCISTA TIPO “ADRIAN” MODELLO 1916 DOTAZIONE DI UN SOTTUFFICIALE DEGLI “ARDITI” DEL REGIO ESERCITO CHE HA COMBATTUTO DURANTE IL PRIMO CONFLITTO (WW1) E SUCCESSIVAMENTE DIVENUTO “SQUADRISTA” HA PARTECIPATO E SFILATO ALLA “MARCIA SU ROMA” (1922) INDOSSANDOLO PER L’OCCASIONE DOPO AVERLO RIVERNICIATO DI NERO E FASCISTIZZATO - “GENUINO” ED “INTONSO” - CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Interessante e raro elmo italiano bellico d’epoca fascista tipo “ADRIAN” modello 1916 dotazione di un Sottufficiale degli “ARDITI” del Regio Esercito che ha combattuto durante il “primo conflitto” (WW1) e, successivamente divenuto “SQUADRISTA”, ha partecipato e sfilato all’evento della “MARCIA SU ROMA” (1922) indossandolo per l’occasione dopo averlo riverniciato di nero e fascistizzato. In particolare, l’elmo è costruito da due parti in acciaio saldate assieme “calotta” e “crestina”, inizialmente verniciato in verdone colore uniforme del Regio Esercito, è stato poi riverniciato in nero dal suo possessore “Ardito-Squadrista” e fascistizzato con il disegno di un fregio a forma di fascio “primigenio” ovvero “repubblicano” con ai piedi il numero “15” che stava ad indicare, “verosimilmente”, il numero di Divisione e/o Reggimento militare da dove proveniva, realizzato in vernice dorata e, sul lato sinistro, il disegno di una “V” al rovescio che stava ad indicare il suo grado da Sottufficiale rivestito nel REI. All’interno della calotta sono presenti ancora intatti i due anelli rettangolari dove veniva fissato il sottogola ormai mancante.

 

CENNI STORICI: Nel 1917 a seguito di proposte e studi da parte di giovani ufficiali stanchi della stasi e dell’inutile massacro della vita di trincea, si arrivò alla sperimentazione di un’unità appositamente costituita presso la 48ª Divisione dell’VIII Corpo d’armata, comandata dal maggiore Giuseppe Bassi, che si avvaleva della collaborazione del sergente Giuseppe Longoni. Già nel marzo 1917, il Comando Supremo aveva inviato una circolare informativa circa la costituzione presso l’esercito austroungarico di unità speciali. Peraltro, il primo ad adottare il concetto di truppa di élite era stato l’esercito tedesco, mediamente molto meglio addestrato dei normali reparti: le Stoßtruppen. A seguito di valutazione positiva il gen. Luigi Cadorna decise di istituzionalizzare la nascita della nuova specialità, ma dissidi sull’equipaggiamento e sull’addestramento fecero slittare l’inizio dell’attività al 29 luglio 1917, quando lo stesso re Vittorio Emanuele III sancì la nascita dei reparti d’assalto, che si svilupparono quindi come corpo a sé stante, con una propria uniforme ed un addestramento differenziato e superiore a quello dei normali soldati, da impiegarsi a livello di compagnia o di intero battaglione. La sede della scuola d’addestramento venne fissata a Sdricca di Manzano (Udine) ed il comando affidato allo stesso maggiore Bassi. In seguito alla scuola di Sdricca (e alle altre create all’uopo) vennero brevettati anche gli arditi reggimentali (niente a che vedere con i “militari arditi” del 1916), la cui istituzione fu poi ufficializzata nel 1918 con apposita circolare. I primi reparti vennero creati nella 2ª Armata, e al momento di Caporetto risultavano costituiti 27 reparti (secondo alcuni 23), anche se quelli effettivamente impiegati in combattimento furono meno. Dopo il disastro di Caporetto, gli Arditi caddero per qualche tempo in disgrazia e furono riorganizzati pesantemente; il colonnello Bassi perse a sua volta prestigio ed invece di sopraintendere all’organizzazione degli Arditi quale ispettore fu inviato a comandare un normale reggimento di linea. Nell’inverno del 1917 vennero sciolti, ricostituiti e riaddestrati arrivando a 22 reparti operativi, per diventare al maggio 1918 di nuovo 27 (più un reparto di marcia per ogni armata), assegnati ai corpi d’armata. In particolare la riorganizzazione prevedeva la normalizzazione dei reparti (portati a 21, e numerati da I a XIII, XVI, XVII, e da XIX a XXIV) con l’invio di ufficiali più dediti alla cura della disciplina. Tra gennaio e febbraio 1919 il Comando Supremo sciolse il Corpo d’armata d’assalto, la 2ª Divisione d’assalto e tutti i reparti non ricompresi nelle Divisioni. Nel marzo 1919 solo la “1ª Divisione d’assalto” era ancora operativa e venne inviata nella Libia italiana per operazioni di polizia coloniale di breve durata insieme ad altre due divisioni ordinarie. Il suo rimpatrio fu deciso il 26 maggio, proprio quando la questione di Fiume era diventata incandescente con il ritiro dei delegati italiani dalle trattative di pace e la costituzione di un primo gruppo di volontari. Nel giugno la divisione sbarcò a Venezia e venne schierata lungo il delicato confine orientale. Con l’inizio del biennio rosso, il Ministro della Guerra Caviglia decise anche di ricostituire temporaneamente alcuni reparti di Arditi da impiegare in operazioni di ordine pubblico particolarmente impegnative. I reparti arditi XX e XXII, con il IX Bersaglieri costituiscono un “Reggimento d’assalto” che operò in Albania fra giugno ed agosto 1920. Tale reggimento al rientro in Italia viene stanziato in Veneto dove viene soppresso con scioglimento definitivo avvenuto alla fine del 1920 con il nuovo ordinamento Bonomi. Numerosi ex arditi parteciparono attivamente all’impresa fiumana sotto la guida di Gabriele d’Annunzio, dopo l’occupazione della città, venne instaurata la “Reggenza del Carnaro” e venne promulgata, come carta costituzionale del nuovo Stato, la Carta del Carnaro tra i cui principali ispiratori vi fu il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris, anche lui con passato di Ardito. Il 25 dicembre 1920 (il cosiddetto Natale di Sangue) le truppe regolari dell’esercito italiano guidate dal generale Caviglia posero termine alla fugace esperienza della Repubblica del Carnaro dopo brevi scontri. La maggior parte di coloro che avevano combattuto trai gli Arditi seguì D’Annunzio o si schierò con i nascenti Fasci di combattimento, ma non tutti, come risulta dall’esperienza degli Arditi del Popolo (frangia secessionista romana dell’ANAI, schierata politicamente sulle posizioni del socialismo massimalista). La sezione romana dell’associazione Arditi d’Italia dette così vita, in contrapposizione al forte ma non ancora consolidato movimento dello squadrismo fascista, agli Arditi del Popolo, gruppo paramilitare, cui non facevano parte solo arditi ma reduci dalla guerra, con connotazioni antifasciste che ebbe adesioni fra anarchici, comunisti, socialisti. Fra le due guerre gli ex arditi si riunirono nell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI), fondata dal capitano Mario Carli, poi tra i membri del cosiddetto “fascismo delle origini”, lo stesso che scrisse assieme a Marinetti l’articolo “Arditi non gendarmi”. La maggioranza degli arditi aderì al movimento fascista prendendo parte alla “marcia su Roma” e molti sarebbero diventati importanti capi fascisti, come Giuseppe Bottai e Italo Balbo, anche se l’adesione non fu unanime. Venne fondata la FNAI (Federazione Nazionale Arditi D’Italia) il 23 ottobre 1922 da Mussolini che aveva sciolto l’ANAI considerata poco affidabile per il fascismo e nella FNAI confluirono un gran numero di Arditi. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) alcuni reparti di arditi della MVSN furono inquadrati in battaglioni nel Corpo Truppe Volontarie. Nel maggio 1942, durante la seconda guerra mondiale venne costituito il I Battaglione speciale arditi. Questo venne costituito il 15 maggio su tre compagnie, ognuna specializzata su una modalità di infiltrazione in territorio nemico. Il del 20 luglio 1942 lo SMRE costituì il Reggimento Arditi, con sede a Santa Severa, vicino a Roma ed il 1º agosto vi confluì il I Battaglione speciale Arditi, quale sua prima pedina operativa e il 15 settembre assunse la denominazione di X reggimento arditi. Operò in Nord Africa e in Sicilia, anche dietro le linee nemiche fino allo scioglimento nel settembre 1943. Il I battaglione Arditi, che l’8 settembre si trovava in Sardegna, non occupata dai tedeschi, aderì al regno del Sud e nel marzo 1944 andò a costituire il IX Reparto d’assalto dell’Esercito cobelligerante italiano. Nel settembre ebbe la denominazione di III Battaglione “Col Moschin” del 68º Reggimento fanteria “Legnano”, composto da 400 arditi. Anche la Regia Aeronautica costituì unità di arditi: il battaglione ADRA (Arditi distruttori della Regia Aeronautica) istituito il 28 luglio 1942, che operò nel corso dello sbarco alleato in Sicilia. Operò dopo l’8 settembre 1943, durante la Repubblica Sociale Italiana, con il nome di ADAR (Arditi Distruttori Aeronautica Repubblicana), con sede a Tradate. Nel 1944 furono costituiti sempre per l’Aeronautica nazionale repubblicana il 1º Reggimento Arditi Paracadutisti “Folgore” (ex Reggimento paracadutisti “Folgore”) e il 2º Reggimento Arditi Paracadutisti “Nembo” (attivo solo con due battaglioni).

L’elmo in argomento, “genuino” ed intonso”, si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione ancora in patina d'epoca. Straordinaria “FONTE MATERIALE” per collezionisti ed amanti del genere "ARDITI” e "SQUADRISMO". Fornito con expertise. Misure: taglia = 56. Valore 570,00 euro

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ELMO ITALIANO BELLICO D’EPOCA FASCISTA MODELLO 1933 DI 1’ TIPO (1934-1939) PER COMBATTENTI DELLA “M.V.S.N.” (“MILIZIA VOLONTARIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE”) IN COLORAZIONE NERA CON FREGIO IN VERNICE GIALLA E DUPLICE MARCATURA – “OVER THE TOP SUI GENERIS!” - CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Interessante e rarissimo elmo italiano bellico d’epoca fascista modello 1933 di 1’ tipo per combattenti, vedasi spade incrociate presenti nel fregio, della “M.V.S.N.” (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale) ovvero in colorazione nera con fregio in vernice gialla. Il “favoloso” cimelio è stato prodotto verosimilmente tra il 1934 ed il 1939 giacché, i “secondi tipo” adottati dalla Milizia, cambiarono completamente “livrea” e vennero prodotti in colorazione verdone con fregio in vernice nera a partire dal 1939. Da ciò se ne deduce, come l’elmo in parola possa essere stato impiegato verosimilmente nella “guerra di Spagna” (1936-1939) e/o nelle operazioni militari in “Africa orientale” avvenute tra il 1935 ed il 1936. Lo stesso presenta i rivetti bellici di 1’ tipo con il cosiddetto “scalino”, il liner con cuciture tipiche “orizzontali” e sottogola bellico coevo (molteplici ed inequivocabili segni d’autenticità), oltre che la duplice marcatura apposta dal produttore “P 223” ovvero “PIGNONE di Firenze” e, sulla lamella destra, in prossimità dell’anello per il soggolo, quella dell’arsenale di distribuzione cioè “AT 2” (Regio Arsenale di Torino). Altresì, a completezza di tutto, il sottoscritto ha provveduto “minuziosamente” a sottoporre all’esame della lampada di Wood più volte… la vernice del guscio, il fregio, il liner, il cerchio, gli anelli e il sottogola, senza riscontrare la pur “minima” anomalia che facesse in qualche modo “evidenziare” la differenza d’epoca sugli stessi. Per quanto concerne invece i materiali, il guscio è stato realizzato in acciaio ad alto contenuto di nichel e manganese, il liner o cuffia qualsivoglia in pelle (verosimilmente capra), cerchione in acciaio (magnetico) sottogola è in cuoio grigioverde in due pezzi con fibbia tinta in grigioverde, fissato agli anelli rettangolari. Infine, l’elmo in argomento “genuino” ed “intonso”, si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione con vernice del guscio e del fregio presenti non al 100% come giusto che sia, visto il suo “reale” impiego bellico, rigorosamente ancora in patina d'epoca e non ripulito. Straordinaria “FONTE MATERIALE” per collezionisti ed amanti del genere “MILIZIA” e/o “FASCISMO” e, più in generale, “OVER THE TOP SUI GENERIS!”. Fornito con expertise. Misure: taglia = 60. Valore 950,00 euro

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ELMO ITALIANO MODELLO 1933 DA PARATA D'EPOCA FASCISTA DI COLORE "NERO" E FREGIO IN METALLO ARGENTATO IN RILIEVO IN DOTAZIONE AGLI UFFICIALI DI "RANGO" SUPERIORE DELLA MILIZIA PORTUARIA - CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Estremamente raro elmo italiano modello 1933 da parata in dotazione agli Ufficiali di “rango" superiore della Milizia Portuaria e realizzato in alluminio di colore "nero" lucido. Lo stesso risulta completo della sua cuffia in pelle nera a 8 lembi e del sottogola originale in cuoio nero, inoltre, l'interno, è verniciato in verde. Altresì fra il guscio e la cuffia, è inserito un lamierino ondulato, come già in uso negli elmi tipo “Adrian”, sul quale poggia l'imbottitura. Sull'elmetto è applicato il fregio “regolamentare” in metallo argentato, realizzato in rilievo con un’eccezionale definizione dei particolari, come appare anche ritratto, su una cartolina d’epoca di propaganda, edita per la Milizia Portuaria. Questi bellissimi elmi in alluminio, venivano generalmente indossati dagli alti ufficiali, che erano svincolati dall’obbligo di sopportare il peso di quello di acciaio, durante le parate o i servizi d'onore. L'opinione comune tra i collezionisti, è che i fregi argentati fossero per sottufficiali e truppa e quelli dorati per gli ufficiali. Differenza sicuramente valida per i copricapi comuni che però non si applica a questi “eccezionali” elmi da parata, distribuiti in pochissimi esemplari. Lo stesso si presenta complessivamente in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione con il 100% della vernice originale, senza ne rotture, mancanze e/o difetto alcuno. Provenienza dalla collezione "MyMilitaria" di Gian Domenico Carstulovich. Fornito con expertise. Misure: taglia 57. Valore 1850,00 euro

PRENOTATO
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ELMO ITALIANO BELLICO D’EPOCA FASCISTA MODELLO 1933 DI PRODUZIONE “TARDA” (1943) MARCATO CON NUMERO DI LOTTO “BB 44” PER “REGIA MARINA” SUCCESSIVAMENTE “DEMONARCHIZZATO” NELLA DECAL DEL FREGIO E RIUTILIZZATO DAI COMBATTENTI DELLA “X^ FLOTTIGLIA MAS” DURANTE LA REPUBBLICA SOCIALE (1944-1945) - “GENUINO” ED “INTONSO”AL 100% - CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA E R.S.I.)

PREMESSA: in questi anni mi sono stati offerti una “miriade” di elmi M.33 “similari” con fregi in vernice e/o decal a forma di ancore senza corona, attributi “fantasiosamente” ai combattenti della “Marina Nazionale Repubblicana” della R.S.I. ed in particolare a quelli della “X^ Flottiglia MAS” (poi divenuta “Divisione”). Spesso trattavasi di elmi recanti fregi in vernice con ancore della “Marina della Repubblica Italiana” degli anni ’50-’60, che venivano spacciati per “Repubblica Sociale”, molte volte i rivetti presenti non erano neppure “bellici” ed anche i sottogola, per non parlare poi della “livrea”… Insomma una serie di “equivoci” e “falsi storici” che hanno sempre portato il sottoscritto a compiere una valutazione “rigida” e “ferrea” respingendoli al mittente. Questa volta però, ne ho portato uno d’epoca “intonso” e “genuino” al 100% che ha tutto così come deve essere, motivo per cui, capite bene, non può essere venduto a 50, 90, 110 o 150 euro come i “tarocchi” vari riassemblati e la spazzatura “SUI GENERIS” che trovate in giro nel web, spacciati per equipaggiamento “coevo” della R.S.I..

 

Interessante e rarissimo elmo italiano bellico d’epoca fascista modello 1933 di produzione “tarda” per la “REGIA MARINA ITALIANA” che in base alla marcatura del “numero del lotto” (e non “anno”, fate attenzione…) presente all’interno del guscio ovvero “BB 44” (“BB” punzone questo spesso riscontrato sugli elmi in dotazione alla Regia Marina ed attribuibile alla “Smalteria e Metallurgica Veneta di Bassano del Grappa”) è riconducibile con “ragionevole certezza”, come periodo di fattura, ai primi mesi del 1943. Infatti, sappiamo dalle “fonti” in tema, che le marcature dei produttori di elmi bellici M.33 italiani con “doppie lettere” (tipo: PP - MM - BB, etc.), indicano una produzione "tarda" bellica da parte di questi, da identificarsi verosimilmente fra il periodo che va dal “1943 al 1945”. Inoltre, come si può ben notare dall’alone rimasto sopra la decal del fregio dell’ancora, lo stesso recava originariamente la corona poi “abrasa” in epoca coeva. Questo perché, alla fine del 1943, i militari della “Regia Marina” che aderirono alla “Repubblica Sociale” fascista e quindi alla “Marina Nazionale Repubblicana”, già dotati di un elmo, provvedettero a rimuovere a mano (“demonarchizzare”) i segni del “Regno” ormai traditore e schierato al fianco degli “alleati” (primo segno inequivocabile d’autenticità). Mentre i pochi nuovi elmi fatturati tra il 1944 e l’aprile 1945 prevedevano già il fregio dell’ancora senza essere sormontato dalla corona (questi i fregi più falsificati in assoluto). Inoltre la livrea dell’elmo in argomento presenta i rivetti bellici di 1’ tipo con il cosiddetto “scalino”, il liner con cuciture tipiche e sottogola bellico coevo (molteplici ed inequivocabili segni d’autenticità). Altresì a completezza di tutto, il sottoscritto ha provveduto “minuziosamente” a sottoporre all’esame della lampada di Wood più volte… la vernice del guscio, la decal del fregio e relativo alone della corona abrasa, il liner, il cerchio, gli anelli e il sottogola, senza riscontrare la pur “minima” anomalia che facesse in qualche modo “evidenziare” la differenza d’epoca. Per quanto concerne invece i materiali, il guscio è stato realizzato in acciaio ad alto contenuto di nichel e manganese, il liner o cuffia qualsivoglia in pelle (verosimilmente capra) con cuciture cosiddette “a zeta”, cerchione in acciaio (magnetico) sottogola è in cuoio grigioverde in due pezzi con fibbia tinta in grigioverde, fissato agli anelli rettangolari. Un elmo che finì inevitabilmente per essere riutilizzato, in prosecuzione degli eventi bellici, dai combattenti della “X^ MAS” soprattutto, nella difesa della Patria a terra e non in mare.

CENNI STORICI: La Xª Flottiglia MAS (dal 1º maggio 1944, con l'unificazione di vari battaglioni, rinominata in Divisione fanteria di marina Xª  anche nota come Xª MAS) è stato un corpo militare indipendente, ufficialmente di fanteria di marina della Marina Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, attivo dal 1943 al 1945. La Xª Flottiglia MAS al nord, al comando del capitano di fregata Junio Valerio Borghese in seguito all'armistizio di Cassibile strinse accordi di alleanza con il capitano di vascello Berninghaus della Marina da guerra germanica (Kriegsmarine). Durante i due anni che seguirono operò coordinata con i reparti tedeschi, sia per contrastare l'avanzata “alleata” dopo lo sbarco di Anzio e sulla Linea Gotica e nel Polesine, sia in operazioni contro la resistenza italiana con forte determinazione e perdite significative. Attività durante la quale l'unità impiegò strategie tipiche della controguerriglia e in alcuni episodi si macchiò di crimini di guerra e infine nel tentativo di difendere i confini nordorientali dalla controffensiva iugoslava, cercando anche di affermare l'italianità di quelle regioni di fronte alle politiche annessionistiche dell'occupante tedesco sostenuto dai collaborazionisti serbi, croati e sloveni. Peraltro questi tentativi ostacolati anche dagli stessi tedeschi non ottennero risultati definitivi ed i reparti inviati in Friuli furono presto fatti trasferire oltre il Piave, a Thiene, dal Gauleiter Rainer, deciso a mantenere il controllo totale della regione. La Xª Divisione MAS si arrese il 26 aprile 1945 ai rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) nella caserma di piazzale Fiume (l'attuale piazza della Repubblica) a Milano dopo la cerimonia dell'ammaina bandiera.

L’elmo in argomento, “genuino” ed “intonso”, si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione ancora in patina d'epoca e non ripulito. Presenta sul sottogola un graffio superficiale della pelle ma non rottura e/o parziale distaccamento, in quanto ancora ben saldo. Straordinaria “FONTE MATERIALE” per collezionisti ed amanti del genere “X^ MAS”. Fornito con expertise. Misure: taglia = 56. Valore 650,00 euro

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RARO CASCO D’EPOCA FASCISTA MODELLO 1935 DA “CARRISTA” DEL IV° GRUPPO SQUADRONI CARRI VELOCI “DUCA DEGLI ABRUZZI” - DIVISIONE CELERE IMPIEGATO IN AFRICA ORIENTALE – CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Raro casco d’epoca fascista modello 1935 appartenuto ad un “carrista” del IV° Gruppo Squadroni Carri Veloci “DUCA DEGLI ABRUZZI”. In particolare, l’affascinante cimelio trattasi di un casco adottato a partire sin dall’11 aprile 1935, da tutti i “carristi” in servizio presso i vari “Gruppi Carri Veloci” nelle rispettive “Divisioni Celeri”. Il casco è stato realizzato in cuoio nero con bordo imbottito ed avente fregio realizzato in vernice bianca, in linea con quanto già avveniva per gli elmi, con “giusto” regolamento introdotto nel 1934. Infine, durante il “Ventennio fascista”, questa tipologia di caschi furono assegnati ai “motociclisti” dei corpi militari ed ai “carristi”, ovviamente con propri fregi “distintivi” di appartenenza.

 

CENNI STORICI: Il IV° Gruppo Squadroni Carri Veloci "Duca degli Abruzzi" della Divisione Celere venne costituito nell'inverno del 1934 ed era così composto:

  • 10° Squadrone Esploratori del Nilo

  • 11° Squadrone Esploratori dell'Eritrea

  • 12° Squadrone Esploratori della Somalia

Il 10° e l'11° Squadrone raggiunsero Massaua il 1° maggio 1935 da cui proseguono per Asmara dove vennero raggiunti il 15 maggio dal 12° Squadrone. Il 10° passò alle dipendenze del II° Corpo d'Armata mentre gli altri due al gruppo Camicie Nere “Diamanti”. Il 15 dicembre a Denbeguinà venne distrutto il 10° Squadrone da reparti abissini. L'11° Squadrone in località Addi-Addi disimpegnò un battaglione di Camicie Nere in difficoltà. Il 22 febbraio 1936 partecipò alla battaglia dello Scirè ed operò con gli Spahis a Selaclacà come punta avanzata della divisione “Gavinana”, infine il 15 marzo l'11° Squadrone venne sciolto. Il 12° squadrone, il 26 febbraio 1936 combatté ad Amba Uork e raggiunse poi il passo Uarieu e combatté a Mai Belesa contro reparti abissini armati di cannoni anticarro cooperando ad annientare le truppe di Ras Cassa. Nel marzo 1936 anche il 12° Squadrone venne sciolto.

 

Il casco in argomento si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, completo in ogni sua parte di tutti i suoi accessori originali e “coevi”, senza nessuna mancanza, rottura e/o difetto alcuno. Fornito con expertise incluso. Misure: taglia 58. Valore 650,00 euro

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RARISSIMO CASCO D’EPOCA FASCISTA DA “CARRISTA” DEL GRUPPO CORAZZATO “M” “LEONESSA” DELLA G.N.R. NEL PERIODO “1943-1945” - “GENUINO” E MARCATO ALL’INTERNO DELLA CUFFIA - CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Rarissimo casco d’epoca fascista da “carrista” del Gruppo Corazzato “M” denominato “LEONESSA” della Guardia Nazionale Repubblicana. In particolare, l’affascinante cimelio trattasi di un casco realizzato tra il 1943 ed il 1945 visto il fregio applicatogli, ovvero costituito da un grosso teschio sovrapposto a due tibie incrociate, simbolo utilizzato dai combattenti di Reparti vari della Repubblica Sociale come “Brigate Nere” e “G.N.R.” e la marcatura presente all’interno, sulla pelle del rivestimento interno cosiddetta “cuffia”, dove è posto un timbro con fascio repubblicano e le lettere “R” e “F” che stanno per “Repubblica Fascista”. Il casco è realizzato in cuoio nero con bordo imbottito con fregio in lamierino metallico stampato, argentato ed amagnetico ormai in patina d’epoca, con attacco posteriore a graffa ovvero “prongs”. Questa tipologia di caschi, durante il “Ventennio fascista”, furono assegnati ai “motociclisti” ed ai “carristi” dei corpi militari, ovviamente, laddove previsti, con propri fregi “distintivi” di appartenenza.

 

CENNI STORICI: Il Gruppo Corazzato “M” “Leonessa” della G.N.R. costituì un unicum tra le Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Infatti, fu il più consistente e operativo dei pochi reparti dotati di mezzi corazzati, anche di circostanza, operando soprattutto nella lotta anti-partigiana. il “Leonessa” discendeva direttamente dall’omonimo Gruppo Carri che, prima dell’Armistizio, faceva parte della 1ª Divisione Corazzata “M” della M.V.S.N., costituita da personale fedele al Duce, rinominata dopo il 25 luglio 136ª Divisione Corazzata“Centauro II”. Dopo la resa italiana, tutto il materiale della Divisione fu incamerato dai tedeschi, inclusi i Panzer III, i Panzer IV e gli StuG III del “Leonessa”. Tuttavia parte degli effettivi della Divisione rifiutarono di combattere contro gli ex-alleati e, rimesse le “M” rosse e la “camicia nera” si misero in cerca di armi e carri armati nelle caserme italiane ormai vuote, per continuare la guerra accanto ai tedeschi.

 

Il casco in argomento si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione seppur “genuinamente” vissuto, completo di tutti i suoi accessori originali e “coevi”, senza nessuna mancanza, rottura e/o difetto alcuno. Il fregio, in particolare, è stato sottoposto da parte dello scrivente (vedasi giuste immagini allegate e ben evidenziate) alla rimozione della patina “coeva” su un breve tratto del bordo superiore del cranio, al fine di escluderne, con ragionevole certezza, che potesse trattarsi di una copia ben fatta realizzata in fusione da un’originale. Pertanto verrà fornito con expertise incluso, attestante che il casco è “intonso”, “genuino” e originale d’epoca “R.S.I.” in tutti i suoi componenti, versus gli innumerevoli “falsi” che girano nel settore, che possono persino essere allestiti con caschi “coevi” che montano però fregi perfettamente riprodotti. Misure: taglia 57. Valore 1050,00 euro

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ESTREMAMENTE RARO CASCO D’EPOCA FASCISTA DA MOTOCICLISTA MODELLO 1935 DI “2’ TIPO” PER LA “MILIZIA DELLA STRADA” OVVERO LA SPECIALITÀ MOTORIZZATA DELLA “M.V.S.N.” COSIDDETTA IN GERGO “CAMICIE NERE” NEL PERIODO “1939-1943” – CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Estremamente raro casco d’epoca fascista da motociclista modello 1935 di “2’ tipo” per la “MILIZIA DELLA STRADA” ovvero la specialità motorizzata della “M.V.S.N.” (“MILIZIA VOLONTARIA SICUREZZA NAZIONALE”) cosiddetta in gergo “CAMICIE NERE”. In particolare, l’affascinante cimelio trattasi di un casco realizzato tra il 1939 ed il 1943 dalla ditta “S.I.M.A.V. - NAPOLI” acronimo di “SCUOTTO INDUSTRIA MANUFATTI ARMI E VARI”, in cuoio nero con bordo imbottito ed avente fregio realizzato in vernice bianca. Infatti, i primi tipi di questi caschi della “Milizia della Strada” prodotti a partire sin dal 1935, recavano un fregio metallico in rilievo con il medesimo stemma nel disegno, “tipico” della specialità. Tuttavia, verso la fine degli anni ‘30, anche i caschi “vari” vennero prodotti con i fregi realizzati “in vernice”, come peraltro già avveniva per gli elmi con regolamento introdotto nel 1934. Infine, durante il “Ventennio fascista”, questa tipologia di caschi furono assegnati ai “motociclisti” dei corpi militari ed ai “carristi”, ovviamente con propri fregi “distintivi” di appartenenza.

 

CENNI STORICI: A tutela della circolazione e del traffico, in un periodo storico in cui il popolamento delle strade da parte degli utenti motorizzati produceva un certo numero di incidenti, venne istituito nel 1928 il Corpo della Milizia della Strada, su richiesta della Reale Automobile Club d’Italia. Si stima che negli anni ‘30 gli incidenti mortali sulle strade italiane abbiano portato a circa 3.000 deceduti, quindi la questione della sicurezza era anche allora molto importante. Per tale motivo, il Regio Decreto n. 2.716 del 1928 rese possibile l’organizzazione di un’istituzione, posta alle dipendenze dell’AASS, con lo scopo di assicurare la disciplina della viabilità, “proteggere e difendere il patrimonio stradale dello Stato contro le manomissioni, gli abusi e i danneggiamenti, provvedere alle informazioni concernenti lo stato delle strade e alla rapida segnalazione delle eventuali loro interruzioni, nonché prestare assistenza e soccorso automobilistico agli autoveicoli lungo le arterie di grande turismo”. Nel 1932 la Milizia della Strada contava 31 ufficiali e 304 automezzi, in gran parte composti da motociclette, su una rete stradale di circa 21.000 Km; a quella data avevano fatto già 151.795 contravvenzioni, per un importo di 3.549.725 lire. La Milizia della Strada, inizialmente definita “Specialità della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale”, era composta da un comando centrale e da cinque ispettorati siti a Milano, Bologna, Terni, Roma e Bari, dai quali dipendevano diciannove reparti. Il suo motto era “TEGE ET REGE” (“PROTEGGI E DIRIGI”). Il personale vestiva una uniforme grigio-verde e aveva in dotazione un casco di cuoio nero con bordo imbottito per il servizio in motocicletta. Già dal 1930 il Corpo fu riconosciuto equivalente a quello di leva e così divenne molto ambito per piloti e motociclisti dell’epoca, che avevano la possibilità di allenarsi durante il lavoro. Prestarono infatti servizio nella Milizia della Strada grandi nomi come Omobono Tenni, Dorino Serafini e Ugo Prini. Si creò anche un’attività sportiva interna al Corpo, il Campionato Motociclistico della Milizia, che si svolgeva in un’unica gara annuale, seguitissima dal pubblico e dalla stampa per l’impressionante numero di partecipanti d’alto lignaggio sportivo. Sul fronte bellico, oltre il confine italiano, la Milizia della Strada partecipò ad azioni operative in Spagna, in Grecia e Russia, ottenendo brillanti risultati. Dopo la caduta del fascismo e la costituzione della Repubblica Italiana e, dopo lo scioglimento dell’AASS nel 1944, il Corpo della Milizia della Strada confluì nel 1947 nella Polizia Stradale.

 

Il casco in argomento si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, completo in ogni sua parte di tutti i suoi accessori originali e “coevi”, senza nessuna mancanza, e/o rottura. Fornito con expertise incluso. Misure: taglia 58. Valore 950,00 euro

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ELMO ITALIANO M.33 PER AERONAUTICA MILITARE MARCATO "MM 111" PRODUZIONE AVVENUTA IN TARDA EPOCA BELLICA "1943-45" POI RICONDIZIONATO ED IMPIEGATO IN EPOCA POST-BELLICA (ITALIA R.S.I. E REPUBBLICA ITALIANA)

Elmo italiano modello 1933 "completo" in dotazione alla Aeronautica Militare della Repubblica Italiana negli anni '50. Tuttavia, nonostante il "restyling, ovvero il "ricondizionamento" attuale, possiamo stabilire in base alla marcatura presente all'interno del cimelio e cioè "MM 111", che il guscio è stato foggiato negli ultimi anni bellici. Infatti le doppie lettere nella marcatura dei produttori di elmi bellici coevi (tipo: PP - MM - BB, etc.) indicano una produzione "tarda" da parte di questi, da identificarsi verosimilmente fra il periodo che va dal 1943 al 1945. E' quindi ragionevolmente ipotizzabile, come già successo per altri M.33 che recavano marcature come quelle predette, che lo stesso sia stato dapprima in dotazione alla Aeronautica Repubblicana (R.S.I.) e poi riconvertito presso gli arsenali dell'Aeronautica Militare della Repubblica Italiana dopo il 1948, per esservi effettivamente impiegato. Lo stesso si presenta in "OTTIME" condizioni di conservazione. Misure: taglia = 57. Valore 190,00 euro

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ELMO ITALIANO M.33 PER ESERCITO SPECIALITÀ ARMA DI "FANTERIA" DOTAZIONE ANNI '50-'60 (REPUBBLICA ITALIANA)

Elmo italiano modello 1933 "completo" adottato in equipaggiamento dall'Esercito specialità Arma di "Fanteria" in epoca post-bellica. Costruito in nichel e acciaio, con imbottitura in cuoio montata su un sostegno metallico, sorretto da tre bulloni d'areazione, due anteriori e uno posteriore. Dal 1934, come secondo "disposizioni ufficiali", vennero adottati dei fregi "a vernice" per le varie specialità. Tuttavia la livrea (colorazione), i rivetti e la tipologia del sottogola, in tessuto tipo canapa, lo riconducono ad un impiego decisamente "post-bellico" e più precisamente avvenuto fra gli anni '50-'60. In particolare, il fregio mantiene quasi totalmente presente la vernice (95%), dove si può notare la fiamma diritta, con i due fucili incrociati, simbolo distintivo della "specialità" dell'Esercito Italiano predetta. L'elmo si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, completo in ogni sua parte, di tutti i suoi accessori originali. Misure: taglia 57. Valore 130,00 euro 
 

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ELMO INGLESE BELLICO “MKI” VARIANTE “PIÙ RARA” CON BORDI “MAGNETICI” COLOR "SABBIA" PRODUZIONE 1938/39 PER L’ESERCITO REALE “BRITISH ARMY” (REGNO UNITO WW2)

Interessante e raro elmo bellico “MKI” per militari dell’Esercito Reale Inglese cosiddetto “BRITISH ARMY”, realizzato in lega d’acciaio in colorazione “sabbia” durante gli anni “1938/39” per impiego come equipaggiamento durante il secondo conflitto bellico (WW2). In particolare, questa variante più rara, presenta i bordi “magnetici”. Il liner all’interno del guscio è praticamente mancante, fatto salvo per il supporto “a croce” ancora presente. Sempre all’interno del guscio presenta il timbro d’arsenale britannico di produzione e sul bordo interno reca impressa l marcatura “B56 1 SIN”. I ganci di forma rettangolare per il sottogola, sono correttamente presenti, mentre di quest’ultimo rimane un solo lembo presso uno dei due ganci. L'elmo si presenta complessivamente in “OTTIME/MOLTO BUONE” condizioni di conservazione con il 99% della vernice originale ancora presente sulla sua superficie, senza ne rotture, mancanze ulteriori oltre quelle già descritte e/o difetto alcuno. Misure: taglia 56. Valore 280,00 euro

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BERRETTO TEDESCO D'EPOCA NAZISTA "DA CAMPO" PER LUFTWAFFEN COSIDDETTO "EINHEITSFELDMUTZE MOD. 43" - RARA VARIANTE CON MONO FASCIONE CUCITO - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Rara variante di berretto "da campo" o "da lavoro" originale d'epoca anni '40 per Luftwaffen (aviere), cosiddetto in lingua madre (tedesco): "EINHEITSFELDMUTZE M.43". Il copricapo in argomento, realizzato rigorosamente come previsto in tipico panno "blaugrau", con aquila ricamata in filo di cotone argento e coccarda in tessuto "BeVo", si presenta nella variante "atipica" con il mono fascione cucito e su applicatovi i bottoni (senza asole ovviamente), entrambi marcati sul retro da "Assmann", uno dei più noti fabbricanti di divise durante il "TERZO REICH". Privo di tarmature, mancanze, rotture e/o difetti alcuno, lo stesso si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione. Munito di expertise. Misure: taglia = 55. Valore 690,00 euro

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ESTREMAMENTE RARO BERRETTO TEDESCO D'EPOCA NAZISTA COSIDDETTO "BERGMUTZE MOD. 43" IN DOTAZIONE AI MEMBRI DELLA “24. WAFFEN-GEBIRGS-DIVISION DER SS - KARSTJÄGER" MEGLIO NOTA ALLA STORIA COME LA DIVISIONE SS “ANTI-PARTIGIANA” PER ECCELLENZA - CON DUPLICE CERTIFICAZIONE DI AUTENTICITÀ OVVERO “PERIZIA GIURATA” ED EXPERTISE - “OVER THE TOP” SUI GENERIS! (GERMANIA WW2)

PREMESSA: il Bergmutze M.43 per membri della “24. Waffen-Gebirgs-Division der SS - Karstjäger" in argomento è parte “integrante” della mia collezione privata.

 

Affascinante ed estremamente raro “cappello tedesco da montagna modello 1943” d'epoca nazista cosiddetto in lingua madre "BERGMUTZE M.43", in dotazione ai membri della “24. Waffen-Gebirgs-Division der SS - KARSTJÄGER" ovvero della “24^ Divisone delle Waffen-SS da montagna – CACCIATORI DEL CARSO” meglio nota alla Storia…, come la Divisione Waffen-SS “anti-partigiana” per eccellenza. Il copricapo in argomento trattasi di modello per “Sottufficiali e/o Truppa” ed è stato prodotto in “lana verde” cosiddetta anche “lana di ortica”, sul quale sono stati cuciti, all’origine, i tre fregi di “primo tipo” cioè realizzati in tessuto ricamato, “caratteristici” della Divisione, ovvero “teschio” e “aquila” propri delle “W-SS” e la “edelweiss” di specialità “montagna”. Il paraorecchie è fermato frontalmente da due bottoni in lega di metallo, mentre la fodera interna è in cotone grigio e riporta ancora, ben visibili, i machi ad inchiostro della taglia, dell’accettazione e dell’anno di produzione “57” “SS-BW” “44” (SS-Bekleidungswerke). Infine, per farvi rendere conto effettivamente della rarità del pezzo…, questo bergmutze fa parte di un lotto di “quattro”, trovati subito dopo la guerra a Moggio Udinese (UD) dove ebbe sede “di stanza” in Italia, la “24. Waffen-Gebirgs-Division der SS - KARSTJÄGER".

 

CENNI STORICI: la 24. Waffen-Gebirgs-Division der SS "KARSTJÄGER" fu un'unità delle Waffen-SS composta da “truppe da montagna” e prevalentemente da “VOLKSDEUTSCHE” comunità di etnia tedesca che erano rimaste fuori dai confini dell'Impero dopo la sua formazione nel 1871, in questo caso (etnici tedeschi/austriaci) dalla Jugoslavia e dalla provincia italiana dell'Alto Adige e da volontari italiani e sloveni. Fu costituita il 1º agosto 1944 rinominando il “KARSTWEHR-BATAILLON” (“BATTAGLIONE SBARRAMENTO CARSICO”) e fu impiegata prevalentemente nel nord dell'Italia, in Friuli-Venezia Giulia, nella lotta “cruenta” e “feroce” contro i partigiani italiani e “titini”, che gli valse l’appellativo di Divisione Waffen-SS “anti-partigiana” per eccellenza. La divisione si arrese agli americani, solamente il 10 maggio 1945. In particolare, la sua Storia, ha origine il 10 luglio 1942, quando il Comando delle SS (“SS-Führungshauptamt”) impartì l'ordine di costituire un battaglione di difesa del Carso, che il 15 novembre dello stesso anno venne chiamato “SS-Karstwehr-Bataillon”. La formazione e l'addestramento ebbero luogo nella località di Pottenstein in Baviera. Venne distaccata una compagnia da Dachau che costituì il primo nucleo del nuovo battaglione che venne assegnato al comando delle SS in Italia, per l'impiego nella lotta contro i partigiani nelle aree del Friuli-Venezia Giulia. Il 1º agosto 1944 divenne una divisione composta prevalentemente da volontari triestini o dell'altopiano carsico; da qui il nome SS-Karstwehr-Bataillon (Karst = Carso). A fianco a questi vi era un piccolo nucleo di cosiddetti “Reichsdeutsche” (in particolare austriaci) e di Volksdeutsche di età diversa. Infine, completavano l'organico alcuni soldati croati, serbi e ucraini. Il 5 dicembre 1944, a causa della mancanza di personale specializzato, venne rinominata "Waffen-Gebirgs-(Karstjäger)-Brigade" ma il 10 febbraio 1945 tornò a riacquistare il rango di divisione con il nome di 24. Waffen-Gebirgs-(Karstjäger) Division der SS.

Il cimelio in argomento si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione che oserei definire “MUSEALI”, senza mancanza, rottura, tarmatura e/o difetto alcuno. Altresì corredato di “duplice” certificazione di autenticità ovvero “perizia giurata” ed expertise, redatti da persone differenti. OVER THE TOP” SUI GENERIS! Misure: taglia “57”. Valore *** TRATTATIVA PRIVATA***

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BERRETTO TEDESCO D'EPOCA NAZISTA RIGIDO CON VISIERA COSIDDETTO “SCHIRMMUTZE” DA SOTTUFFICIALE DELLA FEUER POLIZEI - CON EXPERTISE (GERMANIA WW2)

Bel berretto tedesco di tipo rigido con visiera d'epoca nazista cosiddetto "SCHIRMMUTZE" per sottufficiale della "FEUER POLIZEI", cioè polizia specialità "Fuoco". Questa "branca" era un reparto d'élite della Polizia ed era formata da squadre investigative per indagare sugli incendi di natura dolosa di grande consistenza, da non confondere con il Corpo ordinario e distrettuale dei Vigili del Fuoco. Questo "meraviglioso" copricapo è stato realizzato in tipico panno blu e piping fuxia con fregio centrale in alluminio previsto appunto per Sottufficiali e Truppa (mentre per gli Ufficiali, era invece previsto in zinco argentato). Correttamente marcato all'interno dal suo produttore "CARL BUSSE di Mainz, riporta ancora le iniziali scritte con lapis, del poliziotto che lo aveva in uso. Infine ad impreziosirne e completarne il valore storico, sono presenti il timbro dell'unità di appartenenza e la misura. Privo di tarmature, mancanze, rotture e/o difetti alcuno, lo stesso si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione. Munito di expertise.  Misure: taglia = 55. Valore 450,00 euro

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BERRETTO TEDESCO RIGIDO CON VISIERA PER “VIGILI DEL FUOCO” APPARTENENTI AL DISTRETTO DI NIEDERSACHSEN - ANNI '40

Berretto rigido con visiera per Vigili del Fuoco tedeschi appartenenti al distretto di Niedersachsen (Bassa Sassonia), modello anni '40. Lo stesso, realizzato in panno nero e completo ancora dei suoi fregi coevi e originali d'epoca, al suo interno, presenta ancora la targhetta foderata, della casa produttrice. Privo di tarmature, mancanze, rotture e/o difetti alcuno, lo stesso si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione. Misure: taglia = 56. Valore 290,00 euro

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RARO FEZ ORIGINALE D'EPOCA FASCISTA PER MEMBRO DEL "PARTITO NAZIONALE FASCISTA" (P.N.F.) MODELLO "CLASSICO" DI 1’ TIPO INIZIO ANNI '30 - MARCATO - CON EXPERTISE (REGNO D'ITALIA)

Affascinante e raro fez originale d'epoca fascista per membro del P.N.F. (“Partito Nazionale Fascista”). Il copricapo in argomento trattasi del modello “classico” tradizionale di 1’ tipo ovvero con fregio in metallo, in uso all’inizio degli anni ‘30. Lo stesso è stato realizzato in feltro nero cosiddetto "moleskine" a forma di calotta con spacco longitudinale al centro, con risvolto esterno alto 9 cm e ricoprente tutta la parte cilindrica del fez. Il risvolto è bordato con trina di seta nera, e sul fronte, è fissato un fascio littorio realizzato in lega metallica dorata. Sullo spacco della calotta è fissato un cordoncino con una frangia di seta nera che copre il lato destro da circa la metà verso la fronte, lasciando scoperto il fregio. La fodera interna è mancante perché sicuramente andata scucita nel tempo, come spesso accadeva, dato che veniva fissata soltanto con alcuni punti di impuntura. Sulla fascia para sudore, cosiddetta "alluda" in marocchino, è posta la marcatura "LAZIO" ovvero il nome dalla casa produttrice. Infine, lo stesso si presenta in condizioni “OTTIME” di conservazione, senza rotture, tarmature e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure: taglia = 55. Valore 490,00 euro

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FEZ ORIGINALE D'EPOCA FASCISTA MODELLO "CLASSICO" DI 2' TIPO PREVISTO PER MEMBRO DEL "PARTITO NAZIONALE FASCISTA" ANNI '30 MARCATO - CON EXPERTISE (REGNO D'ITALIA)

Bellissimo fez originale d'epoca fascista per membro del P.N.F. (Partito Nazionale Fascista). Il copricapo in argomento, trattasi del modello “classico” tradizionale di 2' tipo, realizzato in feltro nero cosiddetto "moleskine", a forma di calotta con spacco longitudinale al centro, con risvolto esterno alto 9 cm e ricoprente tutta la parte cilindrica del fez. Il risvolto è bordato con trina di seta nera, e sul fronte, è fissato un fascio littorio ricamato in canutiglia in oro screziata con scure in argento. Sullo spacco della calotta è fissato un cordoncino con una frangia di seta nera che copre il lato destro da circa la metà verso la fronte, lasciando scoperto il fregio. La fodera interna è mancante perché sicuramente andata scucita nel tempo, come spesso accadeva, dato che veniva fissata soltanto con alcuni punti di impuntura. Sulla fascia para sudore, cosiddetta "alluda" in marocchino, è marcato "LITTORIA" ovvero il nome dalla casa produttrice. Infine, lo stesso si presenta in condizioni “ECCELLENTI” di conservazione, senza rotture, tarmature e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure: taglia = 55. Valore 490,00 euro

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RARISSIMO LOTTO APPARTENUTO AD UN SOTTUFFICIALE IN FORZA ALLA 13^ LEGIONE MILIZIA “DICAT” DI LIVORNO COMPOSTO DA FEZ, LIBRETTO PERSONALE SU “NOZIONI DI SERVIZIO” E CARTOLINA D’EPOCA RAFFIGURANTE LA SCUOLA CENTRALE DELLA MILIZIA CONTRAEREI DI ANZIO – CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Rarissimo e stupendo lotto “genuino” ed intoccato, ritirato personalmente da famiglia erede del sottufficiale in argomento, della Milizia DICAT. Il lotto è appartenuto a l’Aiutante XXXXXXX XXXXXXXX (grado della Milizia equiparato a "Maresciallo Ordinario" nell'Esercito) in forza alla 13^ Legione "M.DICAT" di Livorno ovvero "Milizia per la DIfesa ControAerea Territoriale". Il nome e cognome dello stesso, per questioni di privacy in accordo con gli eredi, verranno comunicati solamente all’acquirente e non pubblicati in foto, giacché presenti all’interno del libretto personale. Il lotto si compone di: 


1) uno “spettacolare” fez con grado cucito lateralmente e fregio in alluminio argentato (misure 78 mm x 40 mm) di produzione italiana, marcato su fascia para-sudore dalla ditta: "Cappelleria PIAZZOLI - via Roma 28 - CODOGNO", taglia 57. La fattura del copricapo è post-1939. Lo stesso si presenta in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione, quasi “museali”, senza tarmature, rotture, scuciture e/o difetto alcuno;


2) un libretto personale con istruzioni di servizio dal titolo "NOZIONI SULL'ORGANIZZAZIONE E SUI COMPITI DELL'AVVISTAMENTO" - SECONDA EDIZIONE (riservato), con all'interno scritto il nome del sottufficiale in argomento e composto da 48 pagine. Misure 150 mm x 120 mm. Lo stesso si presenta in perfette condizioni senza pagine strappate e/o mancanti;


3) una cartolina d'epoca "NON VIAGGIATA" edita da ALTEROCCA TERNI" e raffigurante una fotografia "coeva" della Scuola Centrale Milizia Contraerei sita ad Anzio, dove il sottufficiale svolse il corso per l'arruolamento. Misure 150 mm x 105 mm. La stessa si presenta in perfette condizioni di conservazione.


Per amore e rispetto della storia, non vendo singolarmente i pezzi che compongono questo “straordinario” lotto. Fornito con expertise. Valore 690,00 euro

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RARO FEZ D’EPOCA FASCISTA IN DOTAZIONE AI “FASCI GIOVANILI DI COMBATTIMENTO” CON GRADO CUCITO DA “GIOVANE FASCISTA SCELTO” - CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Bellissimo e raro fez d’epoca fascista in dotazione ai “F.G.C.” ovvero ai “FASCI GIOVANILI DI COMBATTIMENTO”. Il “favoloso” copricapo in argomento, è stato realizzato in un periodo che va dal 1933 al 1937, foggiato in feltro nero cosiddetto "moleskine", a forma di calotta con risvolto esterno alto 7 cm e ricoprente tutta la parte cilindrica del fez. Il risvolto è bordato con trina di seta nera, e sul fronte, è fissato un fascio littorio in metallo argentato, simbolo dei “F.G.C.“ con gladio e scudo a protezione dello stesso. Sul lato sinistro è cucito un “gallone rosso” rovesciato cioè grado da "GIOVANE FASCISTA SCELTO". Al centro della calotta è fissato un cordoncino con una frangia di seta nera che copre il lato destro da circa la metà verso la fronte, lasciando scoperto il fregio. La fodera interna è mancante perché sicuramente andata scucita nel tempo, come spesso accadeva all'epoca, giacché che veniva fissata soltanto con alcuni punti di impuntura, in maniera "blanda". Il cimelio si presenta in condizioni “ECCELLENTI” di conservazione, senza rotture, tarmature e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure: taglia = 57/58. Valore 540,00 euro

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FEDELE RIPRODUZIONE DI “ALTA QUALITÀ” ESEGUITA DA ESPERTI “ARTIGIANI ITALIANI” DI UN FEZ MODELLO “PRECOCE” PER “SQUADRISTA” DELLE S.D.A. FASCISTE RIORGANIZZATESI VERSO LA FINE DEL 1943 NELLA “NEONATA” REPUBBLICA SOCIALE CON FREGIO DI TIPO “REDUCISTICO” ORIGINALE DEGLI ANNI ‘80 REALIZZATO PER REDUCI EX COMBATTENTI – CON EXPERTISE (ITALIA R.S.I.)

Interessante fedele riproduzione di “alta qualità” eseguita da esperti “artigiani italiani” e non di fattura “comune” e di bassa qualità cinese o pakistana (vedasi anche targhetta ricamata in filo dorato) di un fez modello “precoce” per “squadrista” ovvero combattente nelle “Squadre d’Azione” fasciste riorganizzatesi verso la fine del 1943, nella “neonata” Repubblica Sociale Italiana. In particolare, il copricapo in argomento, è stato realizzato in maniera “artigianale” in feltro nero cosiddetto "moleskine" a forma di calotta con spacco longitudinale al centro e con risvolto esterno alto 9 cm e ricoprente tutta la parte cilindrica del fez. Sullo spacco della calotta è fissato un cordoncino con una frangia di seta nera, che copre il lato destro da circa la metà verso la fronte, il risvolto è bordato con trina di seta nera. Sul fronte è fissato un fregio a forma di “fascio repubblicano” di colore rosso di tipo “reducistico”, ovvero materiale “originale” degli anni ‘80 realizzato in “tiratura limitata” per i reduci ex-combattenti della R.S.I. Vedasi giuste immagini allegate di cui alle pagg. 82-83 del testo “DISTINTIVI E MEDAGLIE DELLA R.S.I.” – VOL. 1 di Fausto Sparacino. Infine, è presente sia la fodera interna che la fascia para-sudore cosiddetta “alluda”, rispettivamente in colore nero. Il fez in parola, così confezionato, si presenta “identico” nella fattura e senza differenza alcuna, a quello “precoce” d’epoca predetto, utilizzato nel solo periodo strettamente “iniziale” della Repubblica Sociale e per questo “estremamente raro” a reperirsi coevo, che oggi varrebbe sul mercato ben oltre € 1.100,00. Si presenta in condizioni “ECCELLENTI” di conservazione senza rotture, tarmature e/o difetto alcuno. Fornito con expertise che ne certifica la realizzazione “artigianale” con applicazione di fregio “reducistico” così come descritto. Misure: taglia fez = 58; fregio = 60 mm x 15 mm. Valore 180,00 euro

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COPRICAPO FELUCA NERA PER STUDENTI DEI GRUPPI UNIVERSITARI FASCISTI (G.U.F.) COMPLETA DI ORNAMENTI "COEVI" COME IN USO NEGLI ANNI '40 (REGNO D'ITALIA)

Bella ed interessante feluca fascista d'epoca, trattasi di cappello "goliardico" per gli appartenenti ai G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti) di Roma, negli anni '40. Realizzato interamente in panno di colore nero, con fregio in canottiglia, all'interno presenta ancora la targhetta originale di una delle case, che li produceva. Il copricapo in argomento reca ancora montati  alcuni ornamenti "coevi" come medaglie, spille ed oggettistica varia (qualcosa purtroppo è andata smarrita), come tradizione di tipo "goliardica" voleva ai tempi, dagli studenti universitari. Si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, senza tarmature, mancanze, rotture e/o difetti alcuno. Misure: 60. Valore 165,00 euro

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COPRICAPO FELUCA VERDE PER STUDENTI DEI GRUPPI UNIVERSITARI FASCISTI (G.U.F.) IN USO NEGLI ANNI '40 (REGNO D'ITALIA)

Bella ed interessante feluca fascista d'epoca, trattasi di cappello "goliardico" per gli appartenenti ai G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti) lombardi, negli anni '40. Realizzato interamente in panno di colore verde, con fregio in canottiglia, all'interno presenta ancora la targhetta originale di una delle case che li produceva, con la taglia. Si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, senza tarmature, mancanze, rotture e/o difetti alcuno. Misure: 56. Valore 140,00 euro

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BERRETTO CAPPELLO ALPINO PER MILITARI DELLA REGIA GUARDIA DI FINANZA - MODELLO 1937 (REGNO D'ITALIA)

Berretto o cappello alpino della Regia Guardia di Finanza modello 1937 ancora “perfettamente” integro e ben conservato, con piuma e supporto "coevi" e fregio metallico con il numero "18" al centro (sostituito), che indicava appunto la 18^ Legione della G.d.F., dove il militare che lo possedette prestava servizio all’epoca della sua assegnazione. Lo stesso fu prodotto dal cappellificio italiano “La Familiare” di Montevarchi (AR) all’inizio degli anni ‘40. Successivamente, intorno agli anni ’70, il suo possessore lo riportò al cappellificio suddetto, che nel frattempo aveva assunto la nuova denominazione di “Alfa Geri”, per fargli ripristinare la fodera interna andata praticamente logorata nel periodo degli anni bellici e sostituire il fregio in stoffa anch'esso liso. Straordinario cimelio di storia italiana contemporanea, con la quale veniva spesso ritratto anche il “VATE” Gabriele D’Annunzio, sui bozzetti nelle cartoline d’epoca con divisa della Regia Guardia di Finanza. Lo stesso presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, senza tarmature, mancanze, rotture e/o difetti alcuno. Misure: 56. Valore 210,00 euro

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COCCARDA "K.K. LANDWEHR" DA BERRETTO PER SOLDATI ESERCITO AUSTRIACO DEL KAISER FJI (AUSTRIA WW1)

Interessante coccarda in metallo “identificativa” per berretto in dotazione ai soldati austriaci del Kaiser FJI. Il piccolo cimelio dell’esercito austroungarico veniva fissata tramite prongs (levette in metallo apposte sul retro della coccarda) al centro sul berretto dell’uniforme militare ed identificava le varie Armate dell’Impero. Nello specifico questa reca la lettera “K” (k.k. Landwehr) con lavorazione traforata ed è stata realizzata in lega ferrosa (giacché magnetica). La coccarda si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, senza né difetti, né mancanze, né rotture alcuna. Misure: diametro = 26 mm. Valore 70,00 euro

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FREGIO DI 1° TIPO (AQUILA) IN ZINCO PER BERRETTO HITLERJUGEND (HJ) MODELLO 1933 - MARCATO (GERMANIA WW2)

Bel fregio di 1° tipo (modello “precoce”) fatto a forma di aquila nazista per berretto della HJ (“Hitlerjugend” ovvero “Gioventù hitleriana”) cosiddetto in lingua madre: “HJ DIENTSMUTZE- 1933”. Il fregio fu realizzato all'inizio degli anni ‘30 in lega di metallo a base di zinco argentato (cosiddetto “metallo di guerra”) e smalto nero. Sul retro, il fregio, riporta i due prongs per fissaggio sul tessuto dell’apposito berretto perfettamente intatti, la marcatura con codice L.D.O. del proprio fabbricante: “24”, corrispondente a “ARBEITSGEMEINSCHAFT DER HANAUER PLAKETTEN HERSTELLER” della città di HANAU. Tutto perfettamente funzionante ed intatto, ancora rigorosamente in patina d'epoca "genuina” ed "intoccata", in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione. Misure: 42 mm x 26 mm. Valore 90,00 euro

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FREGIO TEDESCO D’EPOCA NAZISTA COSIDDETTO “EDELWEISS” PER BERRETTO ALPINO DA "SA-WEHRMANNSCHAFTEN" MARCATO (GERMANIA WW2)

Bel fregio tedesco d’epoca nazista che raffigura l’EDELWEISS (fiore), simbolo distintivo delle truppe alpine germaniche. In questo caso lo stesso era destinato ai berretti alpini degli “SA-WEHRMANNSCHAFTEN”. Il cimelio in argomento veniva indossato “fermato” con filo su una toppa romboidale rosa, a sua volta cucita lateralmente al berretto in argomento (vedasi immagini “dettagliate” postate). Il fregio è stato realizzato interamente in alluminio con al centro, il nucleo del fiore bagnato in oro. Inoltre, sul verso, sono presenti le marcature “RZM” ed il codice LDO “M1/48” che identifica il suo produttore in “ALEXANDER WOLLRAM, DESSAU”. A differenza di quelli in dotazione alle Truppe Jager del HEER-WEHRACHT che venivano direttamente cuciti lateralmente sui berretti alpini in dotazione, questi venivano realizzati in fattura più snella e privi di buchi, giacché non cuciti direttamente. Lo stesso si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione senza né rotture, né mancanze e/o difetti alcuno. Le misure sono: 56 mm x 40 mm. Valore 90,00 euro

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FREGIO MODELLO 1938 PER COPRICAPO IN DOTAZIONE AGLI “ASCARI FORESTALI” CHE COSTITUIRONO LA “TRUPPA” DELLA XI^ LEGIONE DELLA MILIZIA NAZIONALE FORESTALE “ADDIS ABEBA” IN AFRICA ORIENTALE ITALIANA – CON EXPERTISE (REGNO D’ITALIA)

Affascinante e raro fregio d’epoca fascista modello 1938 per copricapo in dotazione agli “Ascari Forestali” che costituirono la “truppa” della XI^ Legione della Milizia Nazionale Forestale “Addis Abeba” in Africa Orientale Italiana. Il cimelio è stato realizzato a partire dal 1938, in lamierino stampato argentato e veniva cucito sul “ṭarbūsh” (copricapo) mediante sotto-panno verde.

CENNI STORICI: l'8 ottobre 1935 i volontari della Coorte Milizia Forestale A.O.I., al comando del luogotenente generale Augusto Agostini, si imbarcarono per la guerra d'Etiopia. Qui era conosciuta come Colonna celere "Agostini" e venne impiegata come unità combattente “autocarrata” al fianco del Carabinieri Reali. Nel 1936, dopo la fine delle ostilità, vennero istituite, oltre alle nove legioni nazionali, anche una legione su due coorti in Libia ed una su cinque nuclei, con ascari forestali, in Africa Orientale Italiana. Questa prese il nome di 11ª Legione della Milizia Nazionale Forestale, il Comando era ad Addis Abeba, dove aveva sede anche la scuola per le reclute locali. Infatti, mentre gli ufficiali erano nazionali, la truppa era in larga maggioranza formata da ascari forestali. L'uniforme era caratterizzata dal fregio della Milizia sul “ṭarbūsh” e da fiocco e fascia verdi.

Lo stesso si presenta in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione, ancora in patina “coeva” dove il bagno in argento è presente sul 99% della sua superficie, senza rottura, mancanza e/o difetto alcuno. Fornito con expertise. Misure = 70 mm x 59 mm. Valore 140,00 euro

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RARO FREGIO DA COPRICAPO D’EPOCA FASCISTA COSTITUITO DA UN “GROSSO TESCHIO SOVRAPPOSTO A DUE TIBIE INCROCIATE” IN USO A COMBATTENTI “VARI” DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA - CON EXPERTISE (ITALIA R.S.I.)

Affascinante e raro fregio da copricapo d’epoca fascista costituito da un "grosso teschio sovrapposto a due tibie incrociate". Il cimelio è stato realizzato in lamierino metallico stampato, argentato ed amagnetico, con attacco posteriore a graffa ovvero “prongs”, per essere fissato al centro del copricapo, generalmente “basco”. In particolare, questa tipologia di fregio, è stata usata “indistintamente” fra il 1944 e l’aprile 1945 dai sottufficiali e dai militari di truppa della Legione Autonoma Mobile “ETTORE MUTI” (gli ufficiali portavano invece un fregio in filo di canutiglia composto da rami di quercia ed alloro dorati con un tondino nero, al centro del quale si trovava il teschietto con il pugnale fra i denti – vedasi immagine allegata), da altri Reparti della “Guardia Nazionale Repubblicana” come le “Fiamme Bianche” e, più in generale, dagli appartenenti alle “BRIGATE NERE” (vedasi immagine allegata). Sul lato sinistro del basco, era invece per quest’ultimi consuetudine, avere i distintivi di grado. Il teschio in argomento è stato prodotto dalla ditta "F.M. LORIOLI" di Milano, seppur questi fregi non venivano marcati. Lo stesso si presenta in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione, ancora in patina “coeva”, senza rottura, mancanza e/o difetto alcuno. Infine, incluso nel prezzo, lo stesso sarà fornito di “expertise” ovvero dichiarazione d’autenticità, viste le innumerevoli repliche “postume”, realizzate di questi fregi. Misure = 43,66 mm x 49,66 mm. Valore 350,00 euro

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RARO FREGIO DA COPRICAPO D’EPOCA FASCISTA COSTITUITO DA UN “TESCHIO CHE TRATTIENE TRA UNA DOPPIA FILA DI DENTI UN PUGNALE D’ASSALTO” IN USO A COMBATTENTI DI VARI CORPI DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA - CON EXPERTISE (ITALIA R.S.I.)

Affascinante e raro fregio da copricapo d’epoca fascista R.S.I. costituito da un “teschio che trattiene tra una doppia fila di denti un pugnale d’assalto”. Il cimelio è stato realizzato in lamierino metallico stampato ed amagnetico con attacco posteriore “a graffa” cosiddetto “prongs” (ne esistono infatti “varianti” identiche con attacco “a spilla” sul verso) per essere fissato al centro del copricapo, generalmente “basco”. In particolare, questa tipologia di fregio, è stata usata “indistintamente” fra il 1944 e l’aprile 1945 da alcuni combattenti della Legione Autonoma Mobile “ETTORE MUTI” e da altri Reparti della “Guardia Nazionale Repubblicana” come le “Fiamme Bianche” e, più in generale, dagli appartenenti alle “BRIGATE NERE” (vedasi immagini allegate di giusta “uniforme” coeva da squadrista di “Brigata Nera”). Il teschio in argomento è stato prodotto “verosimilmente” dalla ditta "F.M. LORIOLI di Milano” o da altre “ditte private” presenti nel Nord Italia che curavano, in quegli anni, l’equipaggiamento dei combattenti della Repubblica Sociale Italiana, seppur questi fregi non venivano marcati. Il cimelio in argomento è altresì catalogato in collezione al nr. 29 delle pagg. 81-82 del testo “DISTINTIVI E MEDAGLIE DELLA R.S.I. 1943/1945” – Vol. 1 scritto da Fausto Sparacino (vedasi giusti riferimenti allegati). Lo stesso si presenta in “ECCELLENTI” condizioni di conservazione, ancora in patina “coeva”, senza rottura, mancanza e/o difetto alcuno. Infine, incluso nel prezzo, lo stesso sarà fornito di “expertise” ovvero dichiarazione d’autenticità, viste le innumerevoli repliche “postume” realizzate di questi fregi (vedasi anche immagini allegate, con particolari in evidenza dell’esemplare originale in argomento rispetto ad una copia moderna ben realizzata). Misure = 34,50 mm x 37 mm. Valore 370,00 euro

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FREGIO A FORMA DI STELLA ROSSA A “CINQUE PUNTE” CON AL CENTRO “FALCE E MARTELLO” PARTE INTEGRANTE DEL BERRETTO INVERNALE IN DOTAZIONE AI SOLDATI DELLA “ARMATA ROSSA” COSIDDETTO “BUDENOVKA” MODELLO 1936 (U.R.S.S. WW2)

Interessante fregio di prima epoca "sovietica" che raffigura una stella rossa a “cinque punte” con al centro una falce ed un martello incrociati, simbolo della rivoluzione bolscevica in Russia e parte integrante del berretto invernale in dotazione ai soldati della “ARMATA ROSSA” cosiddetto “budenovka” modello 1936. In particolare, il budenovka (russo: будёновка, tr. budyonovka) è un tipo “distintivo” di cappello ovvero una parte archetipica delle uniformi militari comuniste della guerra civile russa (1917-1922) e dei conflitti successivi (di cui vengono mostrate foto per completezza). Il fregio in argomento è stato realizzato in lega di metallo dorato non ferroso e smaltato di rosso. Per mezzo di due alette poste al verso, meglio detti “prongs”, veniva fissato al centro del copricapo anzidetto. Questo è stato il modello “originale” di fregio impiegato dalle truppe dell’Armata Rossa durante tutto il secondo conflitto bellico (WW2). Lo stesso si presenta in "ECCELLENTI" condizioni di conservazione, ancora in patina d’epoca non ripulito né lucidato, senza rottura, mancanza e/o difetto alcuno. Misure: diametro stella = 37 mm. Valore 70,00 euro

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